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Home » dalla città » Antenna 5G di viale dei Pini, il Tar sblocca i lavori: il Comune perde la battaglia

Antenna 5G di viale dei Pini, il Tar sblocca i lavori: il Comune perde la battaglia

13 Maggio 2026
in dalla città, evidenza
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Quella che per mesi era stata presentata come una vittoria contro l’installazione dell’antenna 5G di viale dei Pini, a San Leone, si è trasformata in un clamoroso boomerang amministrativo. Il Tar Sicilia ha infatti accolto il ricorso della società di telecomunicazioni, sbloccando i lavori e consentendo il completamento dell’impianto che il Comune di Agrigento aveva tentato di fermare.

Una vicenda che assume anche contorni politici e simbolici. A guidare il fronte del no era stato il sindaco Francesco Miccichè, residente proprio nella zona interessata dall’installazione e più volte sollecitato da alcuni abitanti dell’area. Il tentativo di fermare l’opera, però, si è infranto davanti alla giustizia amministrativa. E l’ironia della sorte vuole che il via libera definitivo arrivi proprio a pochi giorni dalla conclusione del mandato dell’attuale amministrazione comunale.

Secondo i giudici amministrativi, il procedimento seguito dagli enti coinvolti avrebbe presentato diverse criticità. Il titolo autorizzativo, infatti, sarebbe già maturato attraverso il meccanismo del silenzio-assenso previsto dalla normativa nazionale. Inoltre il Tar ha ritenuto tardivo il diniego espresso successivamente dalla Soprintendenza, evidenziando anche carenze istruttorie e motivazioni non sufficientemente solide per impedire la realizzazione dell’impianto.

La sentenza entra anche nel merito di un principio ormai consolidato: le infrastrutture per la telefonia mobile vengono considerate opere di urbanizzazione primaria e quindi servizi di interesse pubblico essenziali. Un orientamento che negli ultimi anni ha più volte prevalso nei contenziosi tra Comuni e grandi operatori delle telecomunicazioni.

Per il Comune arriva dunque una doppia sconfitta: oltre allo stop annullato, Palazzo dei Giganti dovrà anche sostenere le spese legali stabilite dal tribunale.

La vicenda riapre inevitabilmente il dibattito sul rapporto tra tutela del paesaggio, interessi dei residenti e necessità di garantire copertura e servizi digitali sempre più richiesti dal territorio.

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