E’ ritenuto responsabile del reato di truffa aggravata ai danni di una donna, perpetrata con le modalità del cosiddetto “falso carabiniere”, in concorso con un maggiorenne già sottoposto lo scorso febbraio alla misura cautelare del divieto di dimora nella provincia agrigentina. La Polizia di Stato di Agrigento, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo, ha dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura cautelare del collocamento in comunità emessa dal Gip del medesimo Tribunale nei confronti di un sedicenne della provincia di Catania.
In particolare, le indagini condotte dalla sezione reati contro il patrimonio della Squadra Mobile di Agrigento, avviate a seguito della denuncia presentata dalla vittima, hanno consentito di accertare che il minore indagato, unitamente al complice maggiorenne, avrebbe tratto in inganno l’anziana signora facendole credere di essere rimasta coinvolta in una rapina, nel corso della quale sarebbe stato utilizzato un suo documento di identità.
Inoltre, il minore indagato si sarebbe presentato presso l’abitazione della donna, fingendosi assistente cancelliere del Tribunale incaricato di fare ulteriori accertamenti, e in quell’occasione si sarebbe fatto consegnare dall’anziana i monili in oro custoditi in casa, per poi darsi alla fuga e fare perdere le proprie tracce. Le indagini hanno ricostruito quindi un quadro gravemente indiziario a carico del minore che ha indotto il Gip presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo ad emettere la misura cautelare del collocamento in comunità con la prescrizione di non allontanarsi dalla stessa.
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