E’ tornato libero il cinquantenne operatore turistico di Licata arrestato nei giorni scorsi dalla Guardia di finanza con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Lo ha disposto il gip del tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, che ha accolto le tesi proposte dai legali difensori dell’indagato, gli avvocati Francesco Paolo Cottone del foro di Gela (nella foto) e Carlo Alberto Zaina.
Il giudice ha revocato gli arresti domiciliari sostituendoli con la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel territorio del solo centro urbano del Comune di Licata, con facoltà per lo stesso di raggiungere il luogo di lavoro, con il divieto di uscire da casa dalle ore 20 di ogni giorno fino alle 7 del giorno successivo.
Sulla somma in denaro contante, circa 86.000, sequestrata nel corso del blitz delle Fiamme gialle, i legali difensori hanno presentato ricorso sostenendo che quei soldi sono di provenienza lecita e riconducibile agli incassi derivanti dall’attività imprenditoriale svolta dal cinquantenne licatese.
L’operatore turistico era stato arrestato mentre stava per ritirare un pacco con dentro dieci chili di hashish da uno spedizioniere. I finanzieri hanno poi perquisito l’abitazione dell’uomo, dove hanno rinvenuto altri 13 chili di droga, tra hashish e marijuana.
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