Akragas-Priolo, atto terzo: dopo il 2-1 di Coppa, ultimo test prima dei play-offNon è ancora tempo di bilanci, ma di respiro corto e gambe pesanti sì. L’Akragas arriva all’ultimo atto di campionato con la consapevolezza di aver speso tanto – forse tutto – nella semifinale d’andata di Coppa Italia vinta 2-1 contro il Priolo appena mercoledì scorso – ma anche con la lucidità di chi sa che il bello deve ancora venire. Una sfida ravvicinata, intensa, che si ripeterà: il ritorno è già fissato a fine maggio, dopo la fase dei play-off.
Mister Seby Catania non usa giri di parole e mette subito il focus: gestire le energie e guardare avanti.
“Domenica chiudiamo il campionato – spiega – poi da martedì penseremo ai play-off. In questo momento dobbiamo recuperare più energie possibili. Mercoledì i ragazzi hanno dato tantissimo, anche per il caldo e per il valore dell’avversario, che ha meritato di vincere il campionato”.
La sfida di campionato diventa così una tappa di passaggio, utile ma non decisiva.
“Le partite vanno sempre onorate – sottolinea il tecnico – ma è chiaro che la posta in palio non è quella di mercoledì. Servirà anche per dare minutaggio a chi ha giocato meno”.
E proprio il turnover sarà uno degli elementi chiave: spazio a chi finora ha trovato meno continuità, ma senza snaturare l’identità della squadra.
“In un gruppo i cambi sono fondamentali – aggiunge Catania – e spesso sono stati determinanti per arrivare a giocarci il campionato fino alla penultima giornata”.
L’Akragas, del resto, è una squadra che sa adattarsi, cambiare pelle, crescere dentro la partita.
“Cerchiamo sempre di imporre il nostro gioco – continua – ma le gare durano 90 minuti e gli avversari contano. Contro il Priolo abbiamo alzato la pressione nella ripresa, ma loro si sono confermati una squadra tosta”.
Adesso però il calendario non lascia spazio a distrazioni. All’orizzonte ci sono i play-off, partite secche, senza appello.
“Diventano tutte finali – avverte il tecnico – e dobbiamo arrivarci nella migliore condizione possibile, fisica e mentale”.
Il ritorno di Coppa è lì, già segnato. Ma arriverà dopo. Prima c’è da stringere i denti e giocarsi tutto.
“Adesso vengono le partite più vere, quelle che contano e che restano nella storia”.
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