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Home » note ufficiali » Neuroscienze in rete, la sfida dell’integrazione tra ospedale e territorio

Neuroscienze in rete, la sfida dell’integrazione tra ospedale e territorio

12 Aprile 2026
in note ufficiali
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La Neurologia abbraccia un campo vastissimo di patologie, nell’elenco rientrano Ictus, Parkinson, Alzheimer, disturbi del sonno, depressione, epilessia, cefalee, miastenia, Sla sclerosi multipla e molte altre. Buona parte di tali patologie sono state trattate con delle sessioni specifiche dedicate a loro nell’arco di questa due giorni, condizioni che richiedono per la loro presa in carico un approccio sempre più multidisciplinare. Ed è proprio l’idea di rete – tra specialisti, medici di base e strutture ospedaliere – il filo conduttore del congresso regionale “Neuroscienze in Rete – Connessioni Regionali per l’Innovazione Clinica”, promosso dalla Lega interdisciplinare per la Neurologia territoriale (Lint) e ospitato nella sala conferenze del Dioscuri Bay Palace a San Leone, Agrigento, cui hanno portato i saluti istituzionali il direttore generale dell’Asp di Agrigento, Giuseppe Capodieci, e il direttore del dipartimento di Cure primarie, Ercole Marchica.

“Il primo congresso regionale della Lint – spiega il neurologo Lelio Marchese Ragona, coordinatore Lint Sicilia – nasce dall’esigenza di riunire l’ambito territoriale per servire meglio l’utenza”. Il dottore Marchese Ragona insiste sulla necessità di superare i “compartimenti stagni” tra medici di famiglia e specialisti territoriali e reparti ospedalieri “affinché il paziente sia al centro di tutto il percorso di cura”. Un concetto ripreso anche dai dottori Michele Vecchio, Salvatore Zappulla e Maria Giovanna Randisi, direttori rispettivamente delle Uoc di Neurologia dei presidi ospedalieri di Caltanissetta, Enna e Agrigento per un totale di quasi 1 milione di utenti: “L’integrazione ospedale-territorio è una sfida che si risolverà nei prossimi anni. Le malattie neurologiche spesso hanno un esordio acuto che richiede l’ospedale, ma la gestione cronica deve coinvolgere medici di Medicina generale e specialisti territoriali. È una sintesi necessaria”.

La seconda sessione ha acceso i riflettori sul morbo di Parkinson, sfatando alcuni luoghi comuni. “Il tremore – chiarisce Alessandra Nicoletti, professore ordinario di Neurologia all’Università di Catania – non è necessariamente sintomo del Parkinson. Lo ritroviamo nel 70% dei pazienti, ma molti non lo presentano affatto. In alcune forme, infatti, prevalgono acinesia e rigidità, talvolta associate a deficit cognitivi”. Ampio spazio è stato dedicato anche ai disturbi del comportamento che possono accompagnare la malattia: gioco d’azzardo, collezionismo patologico, apatia, depressione.

E la depressione, come possibile segnale di una patologia neurologica, è stata al centro della terza sessione dei lavori: “Se un primo episodio depressivo, senza cause scatenanti, si verifica in età avanzata – spiega Ferdinando Nicoletti, professore ordinario di Farmacologia presso La Sapienza di Roma – bisogna pensare a una malattia neurologica incipiente, come Alzheimer o Parkinson”. Nicoletti traccia anche il confine tra psichiatra e neurologo: “Il neurologo può curare un episodio depressivo, lo psichiatra non può curare Parkinson o Alzheimer. Ovviamente, se invece l’episodio depressivo interessa un giovane, dopo aver escluso che si tratti di un disturbo bipolare, di problemi endocrini o dell’uso di sostanze, interviene lo psichiatra”.

Con la sessione “Nel regno di Morfeo”, la neurologa Nuccia Cosentino, specialista in Medicina del sonno, ha riportato l’attenzione su un disturbo molto diffuso ma poco discusso: l’insonnia. “È un tema poco conosciuto anche in ambito medico – afferma – ma dormire bene significa affrontare meglio la giornata e ridurre molti fattori di rischio che riguardano l’intero organismo”. La seconda giornata si è aperta con un focus sulle patologie neuromuscolari tra cui la Miastenia, la Sla e la disfagia neurogena. “È un problema molto importante – sottolinea il professore Domenico Restivo, direttore della Scuola di specializzazione in Medicina fisica e riabilitativa dell’Università di Messina – che coinvolge pazienti con patologie diverse e richiede l’intervento coordinato di più specialisti: fisiatra, neurologo, otorino, gastroenterologo”.

A chiudere i lavori è stata la sessione dedicata alle sincopi, epilessia e cefalee. “L’Epilessia interessa quasi l’1% della popolazione – ricorda Maurizio Elia, professore di Neurologia all’Università Kore di Enna e direttore della Uoc dell’Irrcs  Oasi di Troina – e ancora oggi circa il 30% dei pazienti non controlla le crisi con i farmaci disponibili. Le nuove molecole introdotte negli ultimi anni, però, stanno riducendo il numero dei pazienti resistenti e migliorando qualità di vita e inclusione sociale”.

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Tags: integrazioneNeuroscienzeospedalereteterritorio
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