Si chiude un capitolo importante per il mondo dei pubblici esercizi agrigentini. Gabriella Cucchiara ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente provinciale di FIPE Confcommercio Agrigento, a pochi giorni dall’assemblea chiamata a rinnovare le cariche sociali.
Una scelta che arriva al termine di un percorso lungo e significativo, che ha contribuito a rafforzare il ruolo dell’associazione sul territorio, proiettandola anche in una dimensione nazionale. Imprenditrice nel settore della ristorazione e figura di riferimento per il comparto, Cucchiara è componente dell’Assemblea nazionale FIPE e protagonista del Gruppo Donne Imprenditrici.
Durante il suo mandato, Agrigento è diventata terreno fertile per iniziative ad alto impatto sociale. Tra tutte, il progetto “Io parlo con il dito”, che ha portato nei locali tovagliette basate sulla Comunicazione Aumentativa Alternativa, consentendo anche a persone con difficoltà linguistiche di comunicare e ordinare in autonomia. Un percorso che si è allargato anche al reinserimento sociale, con iniziative rivolte ai giovani detenuti.
Una visione, la sua, che ha superato il concetto tradizionale di pubblico esercizio, trasformandolo in un vero presidio di civiltà e inclusione. Lo dimostrano la promozione della Giornata della Ristorazione, la campagna “Bevi responsabilmente” e l’adesione al progetto #sicurezzaVera, contro la violenza di genere. Non sono mancate prese di posizione su temi delicati, come la crisi idrica, affrontata con determinazione a tutela delle imprese locali.
Il percorso di Cucchiara è stato riconosciuto anche a livello nazionale: nel 2022 il premio “Donna Imprenditrice” della FIPE e, nel 2025, l’inserimento tra le cento eccellenze della mostra “Made in Italy – Impresa al Femminile” a Roma. A questi si aggiungono il Premio Mimosa d’Oro e il Premio Pippo Montalbano, riconoscimenti che ne hanno sottolineato l’impegno umano, sociale e professionale.
“È stata un’esperienza intensa e totalizzante – ha dichiarato Gabriella Cucchiara –. Lascio un’associazione cresciuta in consapevolezza e rappresentatività. Concludo questo mandato con la serenità di chi ha promosso il valore dei pubblici esercizi come luoghi di socialità e inclusione”.
Un congedo che non segna una fine, ma lascia un’impronta chiara: quella di una leadership capace di coniugare impresa, responsabilità sociale e visione, in un territorio complesso come quello agrigentino. Un’eredità che guarda al futuro, nel segno della partecipazione e del cambiamento.
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