PALERMO – Entra nel vivo la par condicio in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. A ricordarlo è il Corecom Sicilia, che richiama l’attenzione sulle regole che disciplinano la comunicazione politica e istituzionale durante la campagna elettorale.
Saranno 71 i comuni siciliani chiamati alle urne, tra cui una città metropolitana, Messina, e due capoluoghi di provincia, Agrigento ed Enna. Dove previsto, il turno di ballottaggio si terrà domenica 7 e lunedì 8 giugno.
Per quanto riguarda i media locali, la disciplina della par condicio fa riferimento alla delibera dell’AgCom del 30 aprile 2024, applicata alle realtà territoriali interessate dalle consultazioni. Le norme regolano la presenza dei soggetti politici nei mezzi di informazione, imponendo criteri di equilibrio, imparzialità e parità di trattamento.
Il Corecom Sicilia ha inoltre pubblicato sul proprio sito istituzionale tutte le date e le scadenze utili per l’intero iter elettorale, offrendo un quadro di riferimento per operatori dell’informazione, amministrazioni e soggetti politici coinvolti.
Particolare attenzione viene riservata alla comunicazione istituzionale. Nei comuni chiamati al voto trovano applicazione le disposizioni previste dall’articolo 9 della legge 28 del 2000, che vieta attività di comunicazione da parte della pubblica amministrazione, ad eccezione di quelle considerate indispensabili e purché realizzate in forma impersonale.
Diverso il caso delle amministrazioni non coinvolte direttamente nella tornata elettorale: per queste il divieto non si applica in maniera automatica, ma resta comunque l’obbligo di garantire imparzialità e correttezza nella promozione di iniziative istituzionali, soprattutto se rivolte a territori limitrofi interessati dal voto.
L’avvio della par condicio segna, di fatto, una fase decisiva della campagna elettorale, imponendo regole stringenti che riguardano tanto la comunicazione politica quanto quella istituzionale, con l’obiettivo di assicurare condizioni di equità e trasparenza nel confronto tra le diverse forze in campo. FOTO ARCHIVIO
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