L’Università di Messina ha ricordato, questa mattina, la favarese Lorena Quaranta e la palermitana Sara Campanella, studentesse vittime di femminicidio. La rettrice, Giovanna Spatari, e una rappresentanza di studenti dell’ateneo hanno deposto un cestino di fiori ai piedi della scultura posta nel cortile intitolato alle due ragazze.
«Le loro storie – si legge in una nota dell’università di Messina – attraversano la nostra comunità accademica e la interrogano profondamente. Perché l’università è, prima di tutto, uno spazio di vita, di futuro, di libertà. Oggi, in occasione dell’anniversario del loro femminicidio, le ricordiamo con rispetto e responsabilità. Per quello che erano, per quello che sarebbero diventate. Il loro ricordo non è solo commemorazione, ma impegno concreto. Un impegno che riguarda tutti. Per una cultura che sappia promuovere il rispetto, riconoscere, prevenire e contrastare ogni forma di violenza. Per Lorena. Per Sara. Per tutte. Unime non dimentica».
Lo scorso maggio è diventata definitiva la condanna all’ergastolo per Antonino De Pace, l’infermiere calabrese, che ha ucciso Lorena in una villetta di Furci siculo, nel Messinese, dove vivevano, il 31 marzo 2020 nella prima fase della pandemia, al culmine di una lite. Era stato lo stesso De Pace ad avvisare i carabinieri. Lorena Quaranta era una brillante studentessa in Medicina prossima alla laurea.

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