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Home » Top » Agrigento, non serve un “pilota improvvisato”: tra caos politico e città ferma il vero nodo resta la guida

Agrigento, non serve un “pilota improvvisato”: tra caos politico e città ferma il vero nodo resta la guida

Domenico Vecchio Di Domenico Vecchio
30 Marzo 2026
in Top, Politica, 🗳️ Città al voto
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Il diciannovenne italiano Kimi Antonelli, della Mercedes, ha vinto la sua seconda gara consecutiva di Formula 1, aggiudicandosi il Gran Premio del Giappone davanti a Oscar Piastri della McLaren. Giovane sì, ma pilota vero.

Ed ecco la metafora: per guidare Agrigento nei prossimi cinque anni non serve un appassionato di guida, uno a cui piacerebbe pilotare. Serve un pilota vero.

E invece assistiamo all’ennesima fase di nomi, ipotesi, suggestioni, candidature possibili e impossibili. Una “settimana di passione”, come qualcuno l’ha definita, fatta di incontri, rinvii, trattative parallele e percorsi che si intrecciano, dove il principio sembra essere sempre lo stesso: una mano destra non sa cosa fa la sinistra.

Agrigento, intanto, resta ferma.
I problemi sono sempre gli stessi da almeno vent’anni, mentre i sindaci si sono alternati senza riuscire a incidere davvero.

Ieri, domenica delle Palme: San Leone preso d’assalto, traffico in tilt, caos totale. E non parliamo della mattina, quando la mezza maratona si è svolta in modo ordinato, ma del pomeriggio, quando la situazione è completamente degenerata.
Sabato sera: movida nel centro storico e fiumi di multe per parcheggi selvaggi. Spesso proprio i giovani, gli stessi che affollano le piazze e i locali in cerca di aperitivi, finiscono per contribuire al disordine.

È questa la fotografia reale della città.

E allora il toto-sindaco vale poco, pochissimo.
Perché in queste condizioni serve qualcosa di diverso: una presa d’atto vera, un cambio di coscienza.

La corsa alle amministrative non può ridursi a un semplice “fuori tu che entro io”, né a chi è più abile sui social, ormai diventati il palcoscenico di una campagna elettorale spesso più apparente che concreta.

Analizzando quello che sta accadendo, emerge una verità semplice:
tutti parlano, tutti trattano, tutti cercano una sintesi… ma la sintesi non arriva.

Si moltiplicano i tavoli, si rincorrono i nomi, si ipotizzano candidature condivise che poi si sgonfiano nel giro di poche ore. Da una parte si parla di unità, dall’altra si alimentano divisioni. Si cerca un candidato civico, poi si torna ai partiti. Si evocano professionisti, ma le disponibilità scarseggiano.

E così si resta impantanati in un paradosso:
tutto e il contrario di tutto.

Nel frattempo, Agrigento aspetta.
Aspetta un pilota vero.

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