Referendum, ad Agrigento vince il “Sì” ma il dato politico è un altro: affluenza bassa e No forte nei centri chiave
Il risultato del referendum ad Agrigento e in provincia consegna una fotografia tutt’altro che uniforme. Se da un lato prevale il “Sì”, dall’altro emergono segnali politici chiari: affluenza contenuta e una presenza significativa del “No” in diversi centri strategici.
In città, il Sì si ferma al 43,16%, a fronte di un’affluenza del 46,78%. Un dato che, più che il risultato in sé, racconta una partecipazione non piena e un elettorato diviso.
Provincia spaccata: picchi opposti tra Sambuca e Lampedusa
Il quadro provinciale è caratterizzato da forti differenze.
A Sambuca di Sicilia si registra il dato più alto per il Sì, con il 73,17%, mentre subito dietro si collocano:
- Bivona con il 72,79%
- Calamonaci con il 70,26%
- Raffadali con il 69,54%
- Racalmuto con il 67,26%
- Santo Stefano Quisquina con il 67,21%
All’estremo opposto, il minimo storico di partecipazione si registra a Lampedusa e Linosa, con appena il 26,93% di affluenza, a conferma di un forte distacco dal voto.
I centri dove il “No” tiene o cresce
Accanto ai risultati favorevoli al Sì, emergono realtà in cui il No mantiene una presenza solida.
Tra queste:
- Sciacca, dove il No raggiunge il 59,98% con un’affluenza del 50,43%
- Canicattì, con il 59,87% di No e il 41,47% di votanti
- Licata, con il 53,09% di No e un’affluenza tra le più basse (32,19%)
Dati simili anche a:
- Favara, dove il No arriva al 62,92%
- Porto Empedocle, con il 63,60%
I comuni più favorevoli al Sì
Oltre ai picchi già evidenziati, il Sì prevale anche in altri centri della provincia:
- Siculiana: 51,55%
- Montallegro: 50,69%
- Burgio: 50,43%
- Palma di Montechiaro: 50,40%
- Camastra: 50,36%
Si tratta, in molti casi, di comuni amministrati dal centrodestra, segno di una lettura del voto non rigidamente legata agli schieramenti politici.
La chiave di lettura: un voto disomogeneo
Il dato complessivo restituisce una provincia politicamente frammentata, dove:
- il Sì vince, ma senza dominio uniforme
- il No resta competitivo in diversi centri nevralgici
- l’affluenza, in molti casi, resta il vero elemento critico
Un risultato che, inevitabilmente, avrà riflessi anche sul piano politico locale, soprattutto in vista delle prossime amministrative.
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