C’è una linea sottile, ma decisiva, che separa l’azione amministrativa dalla propaganda. Ed è proprio su quel confine che, ad Agrigento, si sta giocando la partita della rottamazione.
Il rischio appare sempre più chiaro: rinviare, prendere tempo, dilatare i passaggi burocratici fino a farli combaciare con la scadenza dei termini. Non sarebbe solo un incidente tecnico, ma una dinamica che, in piena campagna elettorale, rischia di trasformarsi in uno strumento politico. Il nodo, infatti, non è più soltanto la misura in sé, ma il modo in cui viene gestita. Se la rottamazione fosse davvero una priorità, i tempi sarebbero stati rapidi, le procedure accelerate, le scelte nette. Invece si assiste a un andamento opposto: slittamenti continui, passaggi che si accumulano, tempi che si allungano.
E allora la domanda diventa inevitabile: si vuole davvero arrivare al risultato oppure si vuole costruire il racconto del tentativo?
La differenza è tutta qui. Portare a casa la rottamazione significherebbe offrire una risposta concreta a cittadini e imprese, alleggerire il peso dei tributi, restituire un minimo di fiducia. Rivendicare il “ci abbiamo provato”, invece, significherebbe costruire una narrazione utile sul piano elettorale, anche in assenza di un risultato reale. È un meccanismo che la politica conosce bene: spostare l’attenzione dall’esito al percorso, dalla soluzione all’annuncio. Così, anche se la misura non dovesse arrivare in tempo utile, resterebbe comunque spendibile sul piano della comunicazione: la volontà c’era, si dirà, ma non è stato possibile completare l’iter.
Il punto, però, è che gli agrigentini oggi chiedono altro. Non dichiarazioni d’intenti, non percorsi incompiuti, ma decisioni, atti concreti, risultati. Il rischio concreto è che la rottamazione finisca per diventare l’ennesimo simbolo di una politica che promette più di quanto riesca a realizzare. Un’occasione che scivola via tra rinvii e attese, mentre il calendario, quello vero, continua a correre.
Ed è qui che si misura la responsabilità della politica: dimostrare che questa non è l’ennesima promessa destinata a restare sospesa. Perché il tempo della campagna elettorale passa. Quello delle scelte, invece, è adesso.
Cos’è la rottamazione dei tributi
La rottamazione dei tributi locali, detta anche definizione agevolata, è una misura che consente ai cittadini e alle imprese di regolarizzare i debiti con il Comune pagando solo l’importo dovuto, con una riduzione o cancellazione di sanzioni e interessi. In pratica, chi ha cartelle o pendenze su tributi come IMU, TARI o altre entrate comunali, può chiudere la propria posizione a condizioni più favorevoli rispetto a quelle ordinarie. La possibilità di attivare la rottamazione è prevista dalla legge nazionale, ma spetta ai Comuni decidere se applicarla, attraverso un apposito regolamento e entro tempi ben definiti.Per questo motivo, il fattore tempo è decisivo: senza l’approvazione degli atti necessari entro le scadenze previste, la misura non può essere attivata, lasciando contribuenti e imprese senza questa opportunità.
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