Il tribunale del Riesame di Palermo ha disposto le misure cautelari nei confronti di due indagati nell’inchiesta della Procura di Agrigento e della Squadra Mobile della Questura, sulle cittadinanze italiane che, secondo l’accusa, sarebbero state “vendute” a uomini e donne di origine brasiliana in cambio di denaro. L’obbligo di firma è stato deciso per Nicola Mucci, avvocato agrigentino, e per Giuseppe Zambito, dipendente comunale di Siculiana. Secondo la ricostruzione della Procura, Mucci avrebbe collaborato con un’agenzia di pratiche amministrative di Raffadali per agevolare l’ottenimento dei documenti, mentre Zambito avrebbe accettato somme di denaro per fornire informazioni riservate sui controlli anagrafici
Nei giorni scorsi il tribunale ha rigettato l’arresto per il sindaco di Camastra, Dario Gaglio. Il collegio ha ritenuto infondate le richieste di misura cautelare avanzate dal procuratore Giovanni Di Leo. Gaglio resta quindi libero. Nessuna misura anche per i tre vigili urbani di Naro: gli ispettori Giovanni Cilia e Salvatore Scalisi e l’agente Enzo Universo.
No all’arresto di Teresa De Lisi, vice sindaca di Comitini, e del marito Roberto Di Liberto. Niente misura anche per la collaboratrice di un’agenza di disbrigo pratiche Maria Rita Grassagliata, che resta libera. Per Giuseppe Giglione, titolare di un’agenzia di disbrigo pratiche il tribunale ha disposto il carcere, mentre per Gioacchino Di Marco Zingarello, responsabile dell’ufficio carte d’identità del Comune di Porto Empedocle, gli arresti domiciliari. Anche in questi ultimi due casi, i ricorsi in Cassazione presentati dai loro legali bloccano l’esecuzione dei provvedimenti.
Sono complessivamente 314 le pratiche, quasi tutte trattate dalle due agenzie di disbrigo pratiche di Raffadali coinvolte nella vicenda. Decine di “clienti” brasiliani attraverso la produzione di falsa documentazione, e dietro il pagamento di “mazzette” fra 3.500 e 5.000 euro, hanno ottenuto la cittadinanza Italiana e il permesso di soggiorno. Le accuse contestate sono falso, rivelazione di segreto d’ufficio, corruzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per ottenere la cittadinanza il “meccanismo” organizzato prevedeva documenti falsi, alloggi fittizi e complicità istituzionali.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp
