Le vetrine che si spengono nel commercio tradizionale e, allo stesso tempo, tavoli pieni nei ristoranti e nuove strutture turistiche che aprono. Agrigento sta cambiando pelle. È questo il quadro che emerge dall’11° Rapporto “Città e demografia d’impresa” dell’Ufficio Studi di Confcommercio, che analizza l’andamento economico di 125 città italiane tra il 2012 e il 2025. I numeri raccontano una trasformazione profonda del tessuto economico locale. Nel territorio agrigentino il numero delle imprese del commercio al dettaglio e dell’ambulantato ha registrato una contrazione superiore al 40%, un dato che evidenzia le difficoltà crescenti per chi decide di fare impresa, soprattutto nel commercio di prossimità.
«È un dato – commenta Francesco Picarella, presidente della Delegazione comunale di Agrigento di Confcommercio – che non può essere spiegato soltanto con il calo demografico. La riduzione delle attività economiche è molto più marcata rispetto alla diminuzione della popolazione e indica un cambiamento strutturale nel modello economico urbano». A soffrire maggiormente è il commercio di vicinato: i negozi sotto casa, le piccole botteghe che per anni hanno animato le strade della città e rappresentato un punto di riferimento per i quartieri. Diversi comparti storici hanno registrato una drastica riduzione delle imprese, mentre anche il commercio ambulante mostra segnali di forte arretramento.
Allo stesso tempo, però, Agrigento vede crescere un altro settore. Negli ultimi anni si registra infatti un aumento significativo delle attività legate alla ristorazione e all’accoglienza turistica, con l’apertura di nuovi ristoranti, locali e strutture ricettive extra-alberghiere.
«Questo dimostra – aggiunge Picarella – che Agrigento non è una città priva di iniziativa imprenditoriale, ma una città che sta vivendo una trasformazione. Il turismo rappresenta una grande opportunità, soprattutto in un territorio con un patrimonio culturale e paesaggistico straordinario».
Il rischio, tuttavia, è che questo cambiamento non avvenga in modo equilibrato. La progressiva scomparsa dei negozi di prossimità rischia infatti di impoverire il tessuto urbano, riducendo i servizi per i residenti e indebolendo la vitalità economica dei quartieri e del centro storico. Per affrontare questo fenomeno Confcommercio nazionale ha avviato il progetto “Cities”, un’iniziativa che punta a contrastare la cosiddetta desertificazione commerciale e a riportare il tema del commercio di vicinato al centro delle politiche urbane.
«La presenza diffusa di negozi e servizi di prossimità – sottolinea Giuseppe Caruana, presidente provinciale di Confcommercio – non è soltanto un fattore economico: contribuisce alla vivibilità delle città, alla sicurezza e alla coesione sociale». Anche Agrigento, dunque, è chiamata a riflettere su questo cambiamento. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare la crescita del turismo in una leva di sviluppo diffuso, capace di generare opportunità per tutto il tessuto imprenditoriale e non soltanto per alcuni settori.
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