Tripode dell’Amicizia al Mandorlo in Fiore: Cantone e il prefetto Caccamo lanciano il messaggio di pace
La Valle dei Templi illuminata dalle fiaccole, i gruppi folkloristici provenienti da ogni parte del mondo e il cielo solcato dalle coreografie luminose dei droni. È stato uno dei momenti più intensi della 78ª edizione del Mandorlo in Fiorequello vissuto nel pomeriggio davanti al Tempio della Concordia, dove è stato acceso il Tripode dell’Amicizia.
La cerimonia, simbolo della manifestazione agrigentina, rinnova ogni anno il messaggio di pace, incontro e fratellanza tra i popoli. Lungo la via Sacra, tra canti, danze e costumi tradizionali, i gruppi internazionali hanno attraversato il Decumano con le fiaccole in mano, dando vita a una suggestiva processione che ha unito idealmente i cinque continenti.
A rendere ancora più spettacolare la serata è stato lo show di droni “Concordia Mundi”, che ha illuminato il cielo della Valle dei Templi con figure e simboli dedicati alla pace.
La cerimonia ha segnato anche l’avvio ufficiale del 68° Festival Internazionale del Folklore, che vede la partecipazione di gruppi provenienti da Bulgaria, Colombia, Croazia, Georgia, Kosovo, Macedonia, Malta, Messico, Romania, Perù, Serbia, Ucraina e Ungheria.
Durante l’evento, il sindaco di Agrigento Francesco Miccichè ha sottolineato il valore simbolico del Tripode.
«La fiamma del Tripode dell’Amicizia non è solo simbolica: rappresenta la volontà dei popoli di vivere in pace e ci ricorda che possiamo rispettarci, riconoscerci fratelli e costruire ponti tra di noi», ha dichiarato.
Il primo cittadino ha ricordato anche il tema dell’edizione di quest’anno, “Tradizione di Pace”, evidenziando il ruolo storico della città.
«Per Agrigento la pace non è solo una parola: è una storia lunga oltre 2.600 anni, fatta di accoglienza e arricchimento reciproco. Viviamo tempi complessi e non possiamo ignorare l’odio, l’intolleranza e i conflitti intorno a noi. Accendere il Tripode dell’Amicizia significa rinnovare questo impegno».
Un messaggio condiviso anche dal prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo, che ha evidenziato il valore simbolico della partecipazione popolare.
«È un bellissimo evento che suggella l’amicizia tra i popoli. La folta e significativa presenza dei cittadini di Agrigento testimonia come non esistano confini tra i popoli», ha affermato.
Il prefetto ha poi richiamato il significato della manifestazione in un contesto internazionale segnato da tensioni.
«Siamo tutti uniti verso un’unica direzione: quella della fiaccola della pace e dell’amicizia che continua ad ardere. Agrigento e tutta la sua provincia sono proiettate verso i valori della pace, della solidarietà e della fratellanza, soprattutto in questo particolare momento di tensioni geopolitiche».
A sottolineare l’importanza della cerimonia è stato anche il coordinatore del Mandorlo in Fiore, Carmelo Cantone, che ha parlato di una serata destinata a restare nella memoria di chi vi ha partecipato.
«L’emozione di questa sera credo rimarrà nei cuori di tutti noi. È stata moltissima la gente presente che ha partecipato a questa straordinaria cerimonia, vero inizio della manifestazione».
Cantone ha poi evidenziato il valore dello spettacolo dei droni che ha accompagnato l’accensione del Tripode.
«Lo show “Concordia Mundi” è uno spettacolo che dovrebbe essere visto in tutto il mondo: un volo di droni che disegna nel cielo messaggi di pace e speranza, capace di emozionare profondamente e di ricordarci quanto sia importante sentirsi parte della stessa umanità».
Un momento, ha aggiunto, così intenso da far nascere spontaneamente un gesto di fraternità.
«Un momento che ti spinge ad abbracciare chi ti sta accanto, chiunque esso sia».
Così, davanti al Tempio della Concordia, tra le luci dei droni e la fiamma del Tripode, Agrigento ha rinnovato ancora una volta il suo messaggio universale: la pace tra i popoli come valore condiviso e tradizione da custodire.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp