Sanità, Schifani convoca la giunta per la sospensione di Iacolino: verifiche più stringenti sui dirigenti regionali
Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha convocato per oggi alle 17 una riunione della giunta regionaleper adottare il provvedimento di sospensione dalle funzioni di Salvatore Iacolino, direttore generale del Policlinico universitario “Gaetano Martino” di Messina, dopo le notizie relative all’indagine della Procura di Palermo che lo riguarda.
La decisione arriva all’indomani delle informazioni emerse sull’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, che ha disposto perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici del manager della sanità siciliana, originario dell’Agrigentino.
L’indagine della Procura di Palermo
Secondo quanto emerso nelle ultime ore, Salvatore Iacolino è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata nell’ambito di un’inchiesta che riguarda presunti rapporti tra ambienti istituzionali e la criminalità organizzata.
L’indagine è condotta dagli investigatori del Sisco di Palermo e della Squadra Mobile di Trapani e punta a verificare se il dirigente pubblico abbia utilizzato la propria rete di relazioni istituzionali e politiche per favorire interessi riconducibili alla famiglia mafiosa di Favara, centro dell’Agrigentino di cui è originario.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il manager avrebbe messo a disposizione contatti, relazioni e conoscenze maturate negli anni all’interno delle istituzioni regionali, agevolando interlocuzioni e iniziative che avrebbero rafforzato gli interessi della cosca.
Gli investigatori stanno acquisendo documenti e supporti informatici utili a ricostruire la rete di rapporti e gli eventuali interventi effettuati nell’ambito dell’attività amministrativa.
La carriera nella sanità e nelle istituzioni
Iacolino è una figura di lungo corso della sanità e della politica siciliana. Nei giorni scorsi si era insediato alla guida del Policlinico di Messina, uno dei principali poli ospedalieri universitari dell’isola.
Prima di questo incarico aveva ricoperto il ruolo di dirigente generale del Dipartimento regionale Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute, struttura chiave per la programmazione sanitaria della Regione Siciliana.
Nel corso della sua carriera ha guidato anche l’Azienda sanitaria provinciale di Palermo ed è stato parlamentare europeo nelle file del Popolo della Libertà.
La decisione della Regione
Alla luce delle notizie sull’indagine, il presidente Schifani ha deciso di convocare la giunta regionale per adottare il provvedimento di sospensione dalle funzioni del direttore generale del Policlinico di Messina.
Contestualmente il governatore ha firmato un atto di indirizzo rivolto ai dirigenti generali dei dipartimenti regionali e ai responsabili degli uffici speciali, con cui viene disposto un rafforzamento dei controlli sulle autodichiarazioni presentate dai dirigenti in relazione alle eventuali cause di incompatibilità o impedimento alla prosecuzione dell’incarico.
Gli uffici dell’amministrazione regionale saranno chiamati a verificare periodicamente la veridicità delle dichiarazioni rese, introducendo controlli più stringenti sulla posizione dei dirigenti pubblici.
Controlli sulla condotta morale
Nel documento firmato dal presidente della Regione viene inoltre stabilito che, in caso di richieste di trattenimento in servizio oltre i limiti ordinari di età, i dipartimenti dovranno valutare non soltanto eventuali cause ostative formali, ma anche la condotta morale tenuta nell’esercizio delle funzioni pubbliche.
L’iniziativa, spiegano dalla Regione, rientra in una più ampia azione volta a rafforzare trasparenza, controlli e responsabilità all’interno dell’amministrazione regionale, soprattutto nei ruoli apicali della macchina amministrativa.
Gli elementi dell’inchiesta
Secondo quanto emerge dagli atti dell’indagine, l’attività investigativa della Procura di Palermo “ha consentito di accertare un quadro di gravità indiziaria” a carico di Salvatore Iacolino per numerosi episodi di corruzione correlati ad appalti assegnati dall’amministrazione regionale.
È quanto scrivono i magistrati nel decreto di perquisizione nei confronti del manager della sanità siciliana, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Secondo gli inquirenti, negli appalti pubblici oggetto di indagine sarebbero state coinvolte, a diverso titolo, società riconducibili a soggetti legati alla criminalità organizzata, tra cui Giovanni Filardo, cugino del boss Matteo Messina Denaro, e soprattutto Carmelo Vetro, uomo d’onore della famiglia mafiosa di Favara.
Vetro, ricordano gli investigatori, era già destinatario di misure di prevenzione personali e patrimoniali, provvedimenti che gli avrebbero impedito di ottenere direttamente autorizzazioni, appalti o concessioni pubbliche. Nonostante questo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe continuato a operare attraverso società sulle quali sarebbe stato in grado di esercitare influenza.
Trovati 90 mila euro in contanti
Durante le perquisizioni eseguite nelle abitazioni di Iacolino, gli investigatori hanno inoltre sequestrato circa 90 mila euro in contanti.
Il denaro è stato trovato nell’ambito dell’inchiesta che ipotizza episodi di corruzione legati a tangenti che un dirigente regionale avrebbe ricevuto da un imprenditore mafioso agrigentino.
Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dai pm della Dda di Palermo, Iacolino sarebbe stato a disposizione del boss di Favara Carmelo Vetro, mettendo a disposizione relazioni istituzionali e contatti maturati nel corso della sua lunga attività nella sanità e nelle istituzioni regionali.
Nel frattempo l’inchiesta della Procura di Palermo prosegue con gli accertamenti degli investigatori, mentre la posizione degli indagati sarà valutata nelle sedi giudiziarie competenti.
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