Il candidato sindaco di Agrigento Giuseppe Di Rosa ha convocato la stampa nel suo comitato elettorale per presentare gli assessori designati, ma durante la diretta ha attaccato quella che ha definito “certa stampa”.
Il candidato sindaco Giuseppe Di Rosa ha convocato la stampa nella sede del suo comitato elettorale, un magazzino in via Manzoni, per annunciare i nomi dei suoi assessori designati. L’incontro è stato trasmesso in diretta Facebook con un video live della durata di circa 46 minuti.
Durante la diretta, gran parte dell’intervento è stata dedicata alla presentazione dei progetti e alla parola affidata a una delle assessore indicate in precedenza, Valentina Oliveri. Nessun nuovo nome di assessore, però, viene presentato. Chi attendeva annunci resta così sorpreso e spiazzato.
Solo nella parte finale del video, Di Rosa ha rivolto un attacco a quella che ha definito “certa stampa”, accusandola di non essere stata presente all’incontro perché, a suo dire, «gli fa comodo così».
A interromperlo è stata la voce fuori campo del giornalista Francesco Di Mare, indicato come suo riferimento, che ha dichiarato:
«Ringraziamo TVA per essere stata presente, così la gente capisce a quale stampa ci riferiamo».
Ripresa la parola, Di Rosa ha rincarato la dose sostenendo che il suo movimento potrebbe anche decidere di presentare solo sei assessori, purché siano «gente qualificata» e capaci di distinguersi dagli altri.
Nel suo intervento ha inoltre affermato che già nel 2024 aveva percepito l’esistenza di una parte della stampa che, a suo dire, cercherebbe di indirizzare l’opinione pubblica «perché gli fa comodo» e perché «è al portafoglio del bonifico». Di Rosa ha aggiunto:
«Non siamo assolutamente contrari a nessuno, ma non ci faremo mai bloccare da nessuno».
Parole che arrivano mentre alle redazioni continuano ad arrivare con regolarità i comunicati del candidato, in media uno al giorno.
La circostanza che fa quasi sorridere è che alla conferenza stampa fosse presente una sola testata, TVA. Ne deriva un paradosso: TVA diventa di fatto la “stampa buona”, mentre tutti gli altri organi di informazione finirebbero nella categoria della “certa stampa” più volte evocata da Di Rosa. Un passaggio che assume un significato ancora più curioso se si considera che lo stesso Giuseppe Di Rosa è anche titolare di una propria testata giornalistica, Report Sicilia.
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