Il 2025 che ci siamo lasciati alle spalle da appena 2 mesi è stato uno degli anni più complicati per l’aviazione civile italiana. Se, da una parte, il settore ha registrato un ritorno alla domanda sui livelli pre-Covid, dall’altra le infrastrutture e le compagnie aeree si sono dimostrate spesso in difficoltà nella gestione di un traffico in forte crescita.
Il risultato è stato una crescita esponenziale dei disservizi con i ritardi trasformatisi da semplice contingenza a vero e proprio problema strutturale.
Ecco perché è importante conoscere le norme che danno accesso a risarcimenti e rimborsi se il volo arriva fuori dai tempi previsti.
I dati sui ritardi nel 2025
Le statistiche ufficiali lasciano poco spazio all’immaginazione: nell’estate del 2025, il momento di maggior traffico, i voli italiani hanno registrato un tasso di puntualità del 68,5%, a fronte di una media europea superiore al 72%.
Un quadro generale peggiore rispetto a quello degli ultimi anni in cui spiccano episodi incredibili come il ritardo di oltre 17 ore accumulato da un volo Valencia – Roma a luglio e quello di 14 ore messo insieme ad agosto da un volo interno Alghero – Bergamo, e performance pessime di singole compagnie come Ryanair che da gennaio a maggio ha totalizzato circa 77.000 voli con ritardo.
Guida ai diritti dei passeggeri
La prima cosa da sapere, quando si parla di diritti delle vittime dei disservizi aerei, è che chi vola in Europa è molto più protetto rispetto a chi viaggia su rotte internazionali o negli Stati Uniti.
Nei Paesi UE è attualmente in vigore il Regolamento CE 261 che, come si legge sulle pagine di AirHelp, società attiva da anni nell’assistenza legale ai passeggeri aerei, garantisce un rimborso economico allo scattare delle 3 ore di ritardo sull’orario di arrivo previsto.
Ore di ritardo e rimborsi
Molti dei passeggeri che si ritrovano costretti ad attendere in aeroporto si chiedono quanto ritardo deve fare un aereo per avere un rimborso? La risposta varia in base all’ammontare del ritardo accumulato.
Se l’aereo arriva entro un’ora da quanto previsto ai passeggeri non spettano compensazioni, anche se la compagnia è tenuta a informare costantemente sull’andamento del volo.
Il rimborso economico, invece, scatta quando il ritardo supera le 3 ore, calcolate dal momento in cui si aprono le porte del velivolo. Questo a patto che il disservizio non sia causato da “circostanze eccezionali” indipendenti dalla compagnia.
A quanto ammonta il risarcimento per il ritardo
Il risarcimento per il ritardo varia in base alla lunghezza della tratta. Per i voli più corti di 1.500 km il massimo ottenibile è di 250 euro. Per quelli compresi tra i 1.500 e i 3.500 km si arriva a 400 euro mentre per quelli ancora più lunghi si può arrivare a 600 euro se il ritardo supera le 4 ore.
Quali sono gli altri diritti dei passeggeri
Le tutele per le vittime dei disservizi non si esauriscono con il rimborso economico. Allo scattare delle 2 ore di ritardo, ad esempio, entra il gioco il diritto all’assistenza che prevede l’accesso gratuito a pasti, bevande, comunicazioni e a una stanza d’hotel (con trasferimenti pagati) in caso di partenza posticipata.
Quando il ritardo arriva a 5 ore, invece, i passeggeri possono rinunciare al volo e ottenere il rimborso della parte di viaggio non effettuata, usufruire di un volo alternativo o richiedere un trasporto gratuito verso la destinazione di partenza.
Gli aeroporti con più ritardi
Nel 2025 tre aeroporti italiani si sono distinti in senso negativo per quantità e frequenza di disservizi. Il primo è stato quello di Roma Fiumicino, messo in grave difficoltà dall’aumento del traffico internazionale. Il secondo è stato lo scalo di Milano Malpensa che ha dovuto fare i conti con una difficile gestione dei flussi turistici estivi.
Ancora più gravi, infine, i problemi a Napoli Capodichino, che si è rivelato inadeguato rispetto a una domanda di viaggi in crescita costante.
Le cause dei disservizi
Le cause del peggioramento delle performance di puntualità sono molte e, secondo gli addetti ai lavori, potrebbero mettere il sistema sotto pressione anche in questo 2026. Molti dei disservizi, soprattutto le cancellazioni sono derivati dagli scioperi che si sono susseguiti nel corso dell’anno e che ha visto coinvolti il personale di terra, gli equipaggi delle compagnie e i controllori di volo, una delle professioni più in difficoltà e su cui molti hanno puntato il dito quando si sono registrati problemi negli aeroporti.
Un’altra problematica è stata quella relativa alle condizioni meteorologiche europee. Eventi improvvisi e intensi come temporali, nebbia, tempeste e venti forti sono aumentati di frequenza e portata, causando grandi difficoltà sia nelle fasi di decollo che in quelle di atterraggio.
Da non sottovalutare, infine, anche la difficile congiuntura geo-politica attuale. I conflitti in Medio Oriente ed Est Europa, con le relative chiusure degli spazi, aerei hanno costretto le compagnie a rivedere completamente i piani di volo, costringendo i mezzi a deviazioni e a cambi di rotta che hanno avuto ripercussioni dirette sulla puntualità.
In sintesi. Aerei in ritardo, quando i passeggeri hanno diritto al risarcimento
• Perché gli aerei in Italia sono sempre in ritardo?
L’aviazione civile italiana sta attraversando un momento difficile a causa della mancanza di personale, delle cattive performance delle compagnie e di aeroporti inadatti a gestire l’aumento del traffico;
• Dopo quante ore di ritardo aereo ho diritto a un rimborso?
I rimborsi scattano a partire dalle 3 ore di ritardo calcolate da quando si aprono le porte dell’aereo;
• Quanto posso ottenere di risarcimento?
Il risarcimento parte da 250 euro e può arrivare fino a 600 euro in base alla lunghezza del volo;
• Quali sono le cause dei frequenti ritardi aerei?
Le cause principali dei ritardi aerei degli ultimi anni sono la carenza di personale, i problemi meteorologici e la chiusura di alcune importanti rotte a causa dei conflitti internazionali.
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