Il Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia ha messo un punto fermo sulla gestione dei rifiuti sanitari a rischio infettivo dell’Asp di Agrigento. Con un’ordinanza cautelare, i giudici di via Libertà hanno respinto il ricorso presentato da una società, confermando l’aggiudicazione del servizio. La controversia era nata dall’impugnazione degli atti di gara da parte della ditta ricorrente, che aveva contestato la legittimità dell’aggiudicazione ipotizzando presunte “dichiarazioni false o fuorvianti” tali da configurare un grave illecito professionale a carico della vincitrice
In giudizio si sono costituite sia l’Azienda sanitaria provinciale e la società vincitrice. Quest’ultima, difesa dal team legale composto dagli avvocati Girolamo Rubino, Massimiliano Valenza e Gaspare Tesè. La controinteressata ha presentato a sua volta un ricorso incidentale, segnalando presunte irregolarità nelle dichiarazioni della stessa. I giudici della camera di consiglio del 10 febbraio 2026 hanno accolto integralmente le tesi difensive sostenute dal collegio legale della società ricorrente, ritenendo infondate le contestazioni mosse dalla ditta ricorrente.
Il Tar ha rilevato che l’Autorità nazionale anticorruzione aveva già esaminato la posizione in una precedente procedura, escludendo sanzioni o condotte rilevanti. Inoltre, ha chiarito che, pur avendo la società richiamato formalmente il vecchio Codice degli appalti, le dichiarazioni rese risultano conformi al nuovo decreto legislativo. L’istanza cautelare è stata quindi rigettata e il tribunale ha fissato l’udienza pubblica per la trattazione di merito al 24 marzo 2026. Fino a quella data, il servizio di smaltimento dei rifiuti sanitari resterà affidato all’attuale aggiudicataria.
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