Il Teatro Pirandello di Agrigento ha accolto un pubblico numeroso e partecipe per la presentazione di “Monti Sicani, l’anima antica della Sicilia” (Zolfo Editore), il volume che riunisce i racconti di Gaetano Savatteri, Marzia Sabella, Carmelo Sardo e Lorenzo Reina, l’artista-pastore recentemente scomparso, creatore del Teatro Andromeda di Santo Stefano Quisquina. L’incontro, moderato dalla giornalista Alfonsa Butticè, si inserisce nel più ampio progetto “Le vie del cibo della lunga vita”, promosso dalla Smap (Società per lo Sviluppo del Magazzolo Platani), che attraverso narrazione, podcast e iniziative culturali esplora il legame profondo tra terra, comunità, tradizioni alimentari e longevità nei borghi dei Monti Sicani.
Gli autori presenti hanno guidato il pubblico in un viaggio nell’anima più autentica della Sicilia, quella dei borghi sospesi nel tempo, dei centenari custodi di saperi antichi, di un modello alimentare che intreccia tradizione e qualità della vita.
“I Monti Sicani non sono da cartolina, ma proprio per questo sono bellissimi”, ha spiegato Gaetano Savatteri. “Ci vogliono intelligenza e passione per scoprirli e per scoprire tutto ciò che custodiscono: i paesi, le tradizioni, i sapori, la natura incontaminata. Questo libro serve proprio a raccontare e a svelare questa realtà”. Carmelo Sardo ha condiviso un percorso più intimo:”È un percorso dell’anima quasi in forma catartica perché mi ha permesso di ripercorrere la giovinezza. Troviamo le prime folgorazioni nel rapporto col cibo, dalle abbanniate siciliane con cui un ragazzino ci svegliava per vendere la ricotta nelle cavagne, cosa che oggi si è perduta. È stata la possibilità di rimettere a nudo i ricordi attraverso la memoria, la cultura alimentare”.
Il momento più toccante della mattinata è stato l’omaggio a Lorenzo Reina, al cui ricordo è dedicato l’intero progetto “Le vie del cibo della lunga vita”. Giovanni Panepinto ha sottolineato come “una narrazione affidata a quattro splendidi autori racconti non solo di cibi, ma di cibi che si intrecciano come i canestri di Lorenzo Reina nella storia e nell’identità del territorio. Quello che per qualcuno era arretratezza in quei luoghi, è diventato uno scrigno per conservare intatta la testimonianza di un tempo che non c’è più”.
Particolarmente emozionante l’intervento di Libero Reina, figlio dell’artista, che ha condiviso ricordi personali: “Vivere e crescere con mio padre è stato esattamente ciò che avete ascoltato: è quello che si percepisce quando si visita il Teatro Andromeda. Lui era così, coincideva con ciò che faceva: semplice, essenziale, puro e vivo. Riascoltare ora le ultime parole con cui ha chiuso questo racconto, a cui ha lavorato con grande gioia… Negli ultimi anni abbiamo cercato davvero di darci il massimo l’uno con l’altro, senza farci mai mancare il dialogo”.
Il libro rappresenta il cuore narrativo di un progetto culturale più ampio che include anche un podcast in quattro episodi, realizzato da Dario Albertini per i canali di Caffè Italia, disponibile su Spotify, YouTube e altre piattaforme digitali. La serie trasforma i contenuti dell’evento in narrazione audio, amplificandone la portata e raggiungendo un pubblico più vasto. L’incontro si è concluso con una degustazione di prodotti tipici e vini locali del territorio dei Monti Sicani, permettendo al pubblico di assaporare concretamente quelle tradizioni alimentari narrate nelle pagine del libro.
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