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Home » Cronaca » Perizia del Ris: depositate nuove prove contro i clan di Villaseta e Porto Empedocle

Perizia del Ris: depositate nuove prove contro i clan di Villaseta e Porto Empedocle

5 Febbraio 2026
in Cronaca, dalla città, Mafia
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L’esito di una nuova perizia è stata depositata agli atti dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo in vista dell’udienza preliminare del 24 febbraio prossimo davanti al gup del tribunale di Palermo, Nicoletta Frasca, relativa al secondo filone dell’inchiesta sui clan di Agrigento/Villaseta e Porto Empedocle. Gli esami sono stati eseguiti dai carabinieri del Ris di Messina su due caschi integrali e il Kalašnikov sequestrati la notte del blitz in un terreno di Realmonte durante una perquisizione.

La Dda ha chiesto il rinvio a giudizio per 17 indagati: Stefano Fragapane, Vincenzo Iacono, Antonio Crapa, Antonio Guida, Agostino Marrali, Andrea Sottile, Alessandro Calogero Trupia, Cristian Terrana, Danilo Barbaro, Gaetano Licata, James Burgio, Pietro Capraro, Salvatore Carlino, Salvatore Lombardo, Salvatore Prestia, Calogero Segretario e Simone Sciortino. Tutti sono coinvolti nell’ultima operazione che – tra la fine dello scorso anno e l’estate scorsa – ha portato ad oltre cinquanta arresti.

Sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzato al traffico di stupefacenti aggravato dal metodo mafioso, tentata estorsione, danneggiamento a seguito di incendio, porto e detenzione di arma sempre aggravati dal metodo mafioso. Si aggiungono nuove prove, dunque, a carico dei soggetti coinvolti nella maxi inchiesta.

L’indagine ipotizza un’alleanza tra i clan di Villaseta e Porto Empedocle che, dopo iniziali frizioni, avrebbero stretto un’alleanza in grado di mantenere saldi gli equilibri nel settore del traffico degli stupefacenti, suddiviso gli incassi, condiviso armi e imposto le proprie regole sul territorio. La principale contestazione è quella di avere messo in piedi un vasto narcotraffico per finanziare il clan, che sarebbe stato diretto da James Burgio, detenuto in carcere ma operativo grazie a un telefono cellulare, e da Salvatore Prestia, cognato del boss Fabrizio Messina.

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Tags: clanmafiaperiziaPorto EmpedocleproveRisvillaseta
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