Carmè balla con Lello e i Tarantolati di Tricarico: quando la tradizione diventa gesto vivo
Non è solo musica, non è solo danza. È un incontro che attraversa il tempo e lo restituisce al presente. Balla Carmè, il progetto firmato da Lello Analfino insieme ai Tarantolati di Tricarico, nasce come un racconto profondo delle radici, un dialogo tra generazioni che prende forma attraverso il corpo, il ritmo, il suono.
Il brano, accompagnato da un videoclip dal forte impatto simbolico, affonda nella tradizione della taranta lucana, evocando i cicli della terra e il legame ancestrale con la comunità. La musica rituale diventa linguaggio contemporaneo, capace di tenere insieme passato e presente senza nostalgie, ma con consapevolezza.
Al centro del racconto c’è Carmè, figura che incarna la memoria viva: non una semplice immagine poetica, ma un simbolo che attraversa le generazioni. Il ballo, qui, non è coreografia ma atto culturale, spazio di liberazione e riconnessione, gesto che restituisce identità.
Il videoclip, pubblicato sui canali ufficiali, non si limita a “illustrare” il brano: lo estende. La danza diventa scrittura visiva, il corpo strumento narrativo che dialoga con la musica in un flusso continuo. Nessuna estetica fine a se stessa, ma un lavoro che restituisce senso e profondità alla tradizione, senza musealizzarla.
Balla Carmè è anche un atto d’amore verso il patrimonio immateriale del Sud, una testimonianza di come la cultura popolare possa ancora parlare al presente, farsi linguaggio universale, attraversare territori e comunità. Un progetto che non guarda indietro, ma cammina avanti, portando con sé il peso e la bellezza delle radici.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp
