Rifiuti, Tari e stallo amministrativo: Zicari attacca il sistema SRR e chiede un Consiglio comunale aperto
Il tema dei rifiuti torna a scuotere il dibattito politico ad Agrigento e lo fa con toni duri. A intervenire è Roberta Zicari, presidente della VI Commissione consiliare, che punta il dito contro l’attuale assetto del sistema e contro le responsabilità politiche accumulate negli ultimi anni.
Nel mirino finiscono innanzitutto le SRR, giudicate strutture inefficaci e lontane dai territori. «La verità che nessuno vuole dire – afferma Zicari – è che le SRR sono dei carrozzoni che andrebbero liquidati». Secondo la presidente della VI Commissione, la soluzione non passa da nuovi organismi intermedi ma da un ritorno alla gestione diretta: «Il personale dovrebbe essere assegnato ai Comuni, non licenziato, ma assunto dagli enti locali, mentre il servizio dovrebbe tornare a essere gestito dal Libero Consorzio o direttamente dai Comuni».
Zicari richiama anche un precedente politico significativo, ricordando come un tentativo di riforma sia stato stoppato senza distinzioni di schieramento. «Quando il presidente Musumeci provò a intervenire in questa direzione, la norma venne bocciata trasversalmente», sottolinea, evidenziando una responsabilità politica diffusa che va oltre le appartenenze.
Da qui la richiesta di un cambio di metodo. La presidente della VI Commissione torna a sollecitare la convocazione di un Consiglio comunale aperto, che affronti non solo la questione rifiuti ma i nodi strutturali della città. «Chiedo al sindaco e al presidente del Consiglio comunale un confronto pubblico su rifiuti, piano regolatore, tassa di soggiorno e rottamazione delle cartelle», afferma.
Il giudizio sulla città è netto e amaro. «Non è possibile che Agrigento continui a essere una terra grigia, piena di paradossi, dove tutto è sempre borderline», dice Zicari, che invoca «regole chiare, trasparenza, procedure condivise e partecipazione».
Nel passaggio finale, pur lasciando spazio ai chiarimenti istituzionali, l’affondo politico è diretto all’amministrazione in carica. «Sono sicura che il presidente Pendolino chiarirà il suo operato – conclude – ma resta un dato politico: in cinque anni questa amministrazione non è riuscita a migliorare il servizio di nettezza urbana, ha aumentato la Tari e oggi non dice una sola parola sulla gara d’appalto».
Un attacco che riporta al centro dell’agenda politica cittadina il tema della gestione dei servizi essenziali e che apre, inevitabilmente, a nuovi fronti di confronto dentro e fuori il Consiglio comunale.
L’appello sulla rottamazione delle cartelle
Nella stessa giornata, Zicari è intervenuta anche su un altro fronte caldo, quello della rottamazione delle cartelle e della cosiddetta pace fiscale, rivolgendo un appello diretto al presidente del Consiglio comunale. «Le rivolgo un appello accorato: convochi il Consiglio e ci faccia votare l’adesione alla rottamazione delle cartelle, ovvero la pace fiscale», afferma la presidente della VI Commissione, indicando anche una possibile finestra temporale: «Realisticamente la prima data utile potrebbe essere giovedì 8 febbraio. La prego di riunirci».
Nel suo intervento, Zicari rivendica il ruolo svolto dall’opposizione negli ultimi anni e denuncia l’inefficacia del voto contrario di fronte alle scelte della maggioranza. «Come opposizione ci siamo opposti a tutti gli aumenti della Tari, ai pignoramenti dei conti correnti, al progetto di Villa del Sole. Ma il nostro voto contrario non è bastato a bloccare le volontà dell’Amministrazione», sottolinea.
Ora, però, lo scenario politico sarebbe cambiato. «Adesso che c’è un fronte ampio e compatto di consiglieri che vogliono adottare questo importante provvedimento in favore dei concittadini, ci dia modo di esercitare il nostro ruolo: decidere, scegliere», aggiunge.
Zicari ricorda infine come i temi da affrontare in aula non manchino: «All’ordine del giorno ci sarebbero un atto di indirizzo per aumentare la tassa di soggiorno e per l’acquisto di un mezzo per la pulizia delle caditoie, un regolamento sulle guardie ambientali volontarie, una mozione per la tutela dei prodotti agroalimentari made in Italy, oltre alla richiesta di trattare la nuova gara d’appalto per la gestione dei rifiuti e il Pug. I punti non mancano: ci faccia riunire».
Un doppio intervento che rafforza la pressione politica sull’Amministrazione e sul Consiglio comunale, riportando al centro del confronto temi fiscali, servizi essenziali e scelte strategiche rimaste finora senza un vero dibattito pubblico.
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