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Home » top2 » Pace fiscale, Lo Presti: «Agrigento deve avere il coraggio di aderire»

Pace fiscale, Lo Presti: «Agrigento deve avere il coraggio di aderire»

29 Gennaio 2026
in top2, Politica
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Pace fiscale e rottamazione delle cartelle: cosa c’è da sapere

Intervista all’avvocato tributarista Davide Lo Presti

Avvocato Lo Presti, il tema caldo di queste settimane è la cosiddetta “pace fiscale”, o rottamazione delle cartelle. In cosa consiste esattamente?
La rottamazione – più correttamente definizione agevolata – consente ai contribuenti di chiudere alcune posizioni debitorie con il Fisco pagando solo il capitale, cioè la cosiddetta sorte, con l’abbattimento totale di sanzioni e interessi.
Attenzione però: non riguarda tutti i debiti, ma solo i carichi iscritti a ruolo e affidati all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2023.

Quindi tutte le cartelle notificate entro il 2023 possono essere rottamate?
Sì, purché siano state trasmesse all’Agente della riscossione entro quella data. Il debito può essere dilazionato fino a 54 rate bimestrali, quindi in circa 9 anni.

Facciamo un esempio pratico: se ho un debito di 1.700 euro più interessi e sanzioni, cosa pago?
Pago solo i 1.700 euro di capitale. Tutto il resto viene eliminato. È il vero vantaggio della definizione agevolata.

A queste condizioni conviene sempre aderire?
Nella maggior parte dei casi sì. Parliamo soprattutto di cartelle dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, dove le sanzioni possono arrivare anche al 40-50% del debito. L’abbattimento è significativo.

Quali tributi rientrano nella rottamazione?
Rientrano tutti i tributi erariali e previdenziali: IRPEF, IVA, contributi INPS.
Sono esclusi invece i tributi locali, come IMU e TARI, che dipendono dalla scelta dei singoli Comuni.

Molti Comuni stanno aderendo. Palermo lo ha fatto, Agrigento invece no. Come valuta questa situazione?
Mi auguro che anche Agrigento aderisca. La rottamazione non è un “salva evasori”, come spesso si dice. Nella maggior parte dei casi parliamo di cittadini che hanno dichiarato correttamente, ma che non sono riusciti a pagare per difficoltà economiche o errori.
Per i Comuni sarebbe anche un vantaggio enorme: incassare subito, spendere meno per la riscossione e ridurre i crediti inesigibili.

Dal punto di vista pratico, come si aderisce alla rottamazione?
È tutto online. Si accede al sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER) con SPID o CIE, si visualizzano le cartelle e si selezionano quelle definibili. Il sistema indica automaticamente quali rientrano nella procedura.

Ci sono rischi o controindicazioni?
Sì, ed è fondamentale saperlo. Basta saltare una sola rata per decadere dalla rottamazione. Anche un semplice ritardo comporta la revoca del beneficio, con il ritorno di sanzioni e interessi.

Qual è la differenza con la normale rateizzazione?
Con la rateizzazione posso dilazionare tutto, anche i tributi locali, fino a 120 rate, ma con sanzioni e interessi. Posso anche recuperare eventuali ritardi.
Con la rottamazione invece il risparmio è enorme, ma non sono ammessi errori.

Un altro aspetto importante: aderendo alla rottamazione si può fare ricorso?
No. La definizione agevolata impedisce di impugnare le cartelle. Se è già pendente un ricorso, bisogna rinunciarvi.

Quando scade la prima rata?
La prima rata è prevista per luglio 2026, quindi c’è un ampio margine di tempo per organizzarsi.

Un consiglio pratico per i contribuenti?
Sì: non fare un’unica rottamazione se il debito è elevato. È possibile presentare più definizioni agevolate.
Ad esempio: una solo per i contributi INPS – che sono fondamentali per la pensione – e altre per IRPEF o IVA. Così, se qualcosa va storto, non si perde tutto.

Secondo lei perché Agrigento non ha ancora aderito?
Probabilmente per questioni di bilancio e per i contratti in essere con le società di riscossione. Stralciare sanzioni e interessi significa rivedere i residui attivi. Ma resto convinto che aderire convenga.


Una parentesi politica

Lei è stato consigliere comunale e assessore. Le manca la politica?
Sì, mi manca. Anche se si può fare politica senza incarichi elettivi. Oggi però faccio l’avvocato a tempo pieno.

Le hanno mai proposto di candidarsi a sindaco?
In passato sì. Anche di recente qualcuno ha avanzato l’idea, ma al momento non c’è nulla di concreto.

Si parla di possibili ritorni di ex sindaci. Che ne pensa?
Il ritorno al passato è anche una sconfitta politica. Se dovessi votare, sceglierei Calogero Firetto, per le sue capacità amministrative. Ma servirebbe una classe dirigente nuova.

Qual è il profilo del sindaco ideale per Agrigento?
Una persona forte, autonoma, che non si faccia imporre collaboratori e sappia decidere. Servono coraggio e indipendenza.

Cosa serve davvero ad Agrigento per “cambiare rotta”?
Il coraggio di cambiare la classe politica.

Lei si candiderebbe?
Faccio l’avvocato e la politica mi appassiona. Vedremo.

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