Da “L’Eco di Agrigento” a “L’Amico del Popolo”. Addio a Nuccio Mula, uomo di cultura
Se n’è andato Nuccio Mula, poeta, scrittore, docente, critico d’arte, intellettuale a tutto tondo. Ma soprattutto, come amava definirsi lui stesso, un “masmediologo”, figura curiosa e fuori dagli schemi, capace di osservare la realtà con uno sguardo colto, ironico e mai banale.
Per oltre trent’anni aveva curato una rubrica settimanale su L’Amico del Popolo, approdo naturale dopo le delusioni giornalistiche seguite al fallimento, a metà degli anni Ottanta, del quotidiano L’Eco di Agrigento. Un’esperienza intensa, portata avanti da un piccolo gruppo di visionari che credevano nel valore del giornalismo locale, guidati da Francesco Ortugno. Un progetto che si concluse amaramente, ma che lasciò tracce profonde in chi lo visse.
Nuccio Mula era una persona di cultura autentica, di scrittura raffinata, mai urlata. Viveva circondato dai libri, nel suo appartamento di via San Vito, divenuto negli anni una sorta di rifugio intellettuale, dal quale usciva sempre meno, assorbito com’era dalle sue molteplici attività culturali e da una ricerca mai interrotta.
La notizia della sua scomparsa arriva da don Carmelo, direttore del settimanale diocesano sul quale continuava a scrivere. Non lo vedevo da tempo, ma la sua morte colpisce profondamente: se ne va un pezzo della mia storia personale con Agrigento. Sua moglie Manuela lo sa. Con lui se ne va anche una parte di quella città colta, silenziosa, discreta, che non faceva rumore ma lasciava segni profondi.
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