Porto Empedocle, Grassonelli rompe la maggioranza: “Ho firmato la sfiducia al sindaco per responsabilità”
Scuote gli equilibri politici di Porto Empedocle la lunga e articolata nota del consigliere comunale di maggioranza Giuseppe Grassonelli, che spiega pubblicamente le ragioni della firma alla mozione di sfiducia contro il sindaco Calogero Martello.
Grassonelli chiarisce innanzitutto il perché del silenzio seguito alla firma, apposta subito dopo l’Epifania: “Ho ritenuto corretto attendere il parere dell’Assessorato delle Autonomie Locali sul quorum necessario. Un parere che non è vincolante e rispetto al quale sarà il presidente del Consiglio comunale a decidere se portare o meno la mozione in aula”.

Ma il nodo, sottolinea il consigliere, è soprattutto politico. E per spiegarlo riavvolge il nastro a ottobre 2025, quando la prima mozione di sfiducia presentata dall’opposizione non trovò sponde nella maggioranza. “Allora spiegai pubblicamente il mio no – ricorda – per il timore che la caduta del sindaco portasse dritto a un nuovo dissesto finanziario. Pensavo fosse necessario tentare fino all’ultimo di salvare il Comune”.
Cosa è cambiato, allora, in pochi mesi? Secondo Grassonelli, nulla, se non in peggio. “Speravo che quella mozione aprisse un confronto serio, che spingesse il sindaco a una riflessione critica e a un cambio di passo, a partire da un azzeramento della giunta e dalla nomina di assessori tecnici, presenti e reperibili. È accaduto l’esatto contrario”.
Nel mirino del consigliere finisce una gestione definita sempre più isolata e autoreferenziale: “Il sindaco si è convinto di poter governare come un re incontrastato, legato alle logiche dei partiti e dei leader agrigentini, ignorando i consiglieri empedoclini, utili solo quando c’è da approvare atti contabili”. Un quadro che, a suo dire, ha prodotto una maggioranza “confusa, assente e disgregata”, spesso in difficoltà nelle sedi istituzionali e sotto il fuoco delle critiche.
Grave, secondo Grassonelli, anche il vuoto di comunicazione con la città: “Porto Empedocle resta senza risposte su dossier cruciali come dissalatore, fanghi del porto, illuminazione pubblica, servizio rifiuti. Il ‘sindaco fantasma’, come lo chiamano i cittadini, non informa e non si espone”.
Da qui la scelta della firma, rivendicata come atto di responsabilità e non di rottura personale. È l’appello finale, che suona come una sfida politica ai colleghi di maggioranza: “Abbiate il coraggio di scegliere. Firmate la mozione e portiamo tutto in aula, davanti alla città. Oppure spiegate pubblicamente perché questa amministrazione, nonostante tutto, debba continuare fino a fine mandato. Porto Empedocle merita una scelta chiara e la merita adesso”.
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