Quando il sipario non basta: il talk che ha prolungato l’anima di “Vasame”
C’è uno spazio, raro e prezioso, che si apre quando uno spettacolo non finisce con l’ultimo applauso. È quello che si è creato al Teatro Pirandello al termine della prima replica di “Vasame – L’amore è rivoluzionario”, quando il pubblico ha scelto di restare, ascoltare, dialogare. Il talk post-spettacolo non è stato un semplice momento di approfondimento, ma il naturale prolungamento di un’emozione appena condivisa.
Sul palco, il racconto si è spostato dalla finzione scenica alla verità dell’esperienza. Marisa Laurito ed Enzo Gragnaniello hanno ripercorso il senso di un lavoro nato dall’urgenza di raccontare l’amore nella sua dimensione più umana e quotidiana, lontano dalla retorica e vicino alla vita. Un confronto sincero, fatto di parole misurate, ricordi personali, scelte artistiche spiegate senza filtri.
Si è parlato del rapporto tra teatro e musica, di come le canzoni non interrompano la narrazione ma la attraversino, diventando parte integrante del racconto. È emersa la volontà di costruire uno spettacolo che non alza la voce per imporsi, ma accompagna lo spettatore in un percorso emotivo che lascia spazio al silenzio, alla riflessione, alla memoria.
La platea ha risposto con attenzione partecipe. Le domande, mai banali, hanno aperto nuovi livelli di lettura: il valore dell’amore come atto rivoluzionario, la responsabilità di chi sale sul palco nel raccontare sentimenti universali, il bisogno – oggi più che mai – di fermarsi ad ascoltare. Un dialogo vero, senza distanze, che ha trasformato il pubblico in parte attiva dell’esperienza.
Il talk ha così completato il cerchio di “Vasame”, confermando che il teatro può essere ancora luogo di incontro e di pensiero condiviso, non solo di rappresentazione. Un finale intimo, coerente, che ha lasciato la sensazione di aver vissuto qualcosa che va oltre lo spettacolo.
🎥 Guarda il video con i momenti del talk e le parole raccolte a caldo.

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