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Home » Teatro » Trent’anni dopo la riapertura, il Teatro Pirandello in un libro

Trent’anni dopo la riapertura, il Teatro Pirandello in un libro

12 Gennaio 2026
in Teatro, Cultura
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Trent’anni dopo la riapertura, il Teatro Pirandello svela la sua metamorfosi in un libro: dalle origini a oggi

Un volume che ricostruisce scelte architettoniche, restauri e vita scenica di uno dei simboli culturali più importanti della città

«È un’idea che abbiamo fortemente concepito e voluto sin dal nostro insediamento, condivisa da tutti». Parte da qui il racconto del presidente del Consiglio di amministrazione, Alessandro Patti, che introduce il senso e la genesi del volume dedicato al Teatro Luigi Pirandello, presentato in occasione del trentesimo anniversario della riapertura al pubblico.

Un libro nato dall’esigenza di colmare un vuoto storico. «L’unico volume esistente sul Teatro Pirandello risaliva al 2001 – ricorda Patti – e mancavano all’appello gli ultimi ventiquattro anni di storia. Era nostro fermo intendimento procedere a un aggiornamento, restituendo un racconto completo e attuale». Da questa volontà, unita a una consolidata propensione alle collaborazioni istituzionali, ha preso forma un progetto editoriale che oggi diventa documento, memoria e strumento di conoscenza.

Il volume è firmato dall’architetto e docente di storia dell’arte Fabio Zarbo, che ha curato un approfondito lavoro di studio e ricerca, coinvolgendo studenti, archivi e istituzioni culturali del territorio. «Da un progetto di ricerca scolastico sul Teatro Pirandello – racconta ancora Patti – si è avviata una collaborazione con l’Archivio di Stato, la Biblioteca comunale e la Soprintendenza. Alla fine di questo percorso è venuto fuori qualcosa di straordinario e, francamente, inaspettato».

Il libro ripercorre l’intera parabola architettonica e culturale del teatro, dalla progettazione ottocentesca fino al 2025. Al centro del racconto c’è il progetto originario dell’ingegnere agrigentino Dionisio Sciascia, inizialmente incaricato della costruzione, e il successivo intervento dell’architetto palermitano Giovan Battista Filippo Basile, autore anche del Teatro Massimo di Palermo. Basile non solo completò l’opera, ma ne ridisegnò alcuni aspetti fondamentali, intervenendo sulle decorazioni scultoree e pittoriche e introducendo modifiche strutturali decisive, in particolare sul palcoscenico.

Tra le curiosità documentate, il volume racconta come Basile intervenne per migliorare l’acustica, cambiando i materiali inizialmente previsti e riducendo la lunghezza del palco, che in origine si spingeva fino all’attuale secondo palchetto. Non mancano, inoltre, i riferimenti agli atavici problemi di infiltrazioni, che nel corso degli anni hanno interessato soprattutto l’area del palcoscenico, segnando la complessa storia manutentiva dell’edificio.

Ma il libro non è soltanto un saggio di architettura. È anche il racconto della vita del teatro, del suo ruolo nella Girgenti di ieri e nell’Agrigento di oggi, fino alla definitiva riapertura del 1995 e al trentennio che ne è seguito. Un teatro inteso non solo come spazio scenico, ma come patrimonio vivo, luogo di identità, emozioni e crescita culturale per l’intera comunità.

Il progetto editoriale è stato realizzato con il sostegno della Regione Siciliana e pubblicato da Giunti Editore, che hanno condiviso il valore culturale, storico e simbolico di un’opera pensata per restare. «Un volume da consegnare alle future generazioni – sottolinea la Fondazione – affinché la storia del Teatro Pirandello continui a essere conosciuta, custodita e trasmessa».

La presentazione ufficiale è in programma per il 12 gennaio, occasione nella quale la Fondazione ringrazierà pubblicamente tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. Un momento che guarda al passato, ma soprattutto al futuro di un teatro che continua a essere casa delle emozioni, punto di riferimento culturale per Agrigento e per l’intera Sicilia.

Foto Massimo Palamenghi

A chi il Teatro Pirandello lo vive ogni giorno, sul palco o in platea, l’augurio è quello di un Nuovo Anno colmo di stupore, bellezza e incontri veri.
Buon 2026, insieme.

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