Inflitti 3 anni di reclusione per aver maltrattato la moglie anche in presenza del figlio all’epoca minorenne. Lo ha stabilito il giudice del tribunale di Agrigento, Manfredi Coffari, che ha condannato un artigiano agrigentino. La donna si è costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Monica Malogioglio. L’uomo inoltre dovrà anche corrispondere una provvisionale immediatamente esecutiva all’ex moglie di 5mila euro. Ciò significa che la parte civile può avviare le procedure di esecuzione forzata per ottenere il pagamento della somma senza dover attendere che la sentenza di condanna penale diventi definitiva. Questo strumento offre una tutela immediata alla vittima del reato.
Secondo quanto ricostruito, la donna sarebbe stata vittima di continue vessazioni e soprusi per tanti anni. Il marito l’avrebbe ripetutamente aggredita fisicamente, con schiaffi, pugni e trascinamenti per i capelli, anche durante la gravidanza e in presenza del figlio minore, oltre a impedirle contatti anche con i genitori di lei. La coniuge, nel corso di questi anni, si sarebbe scattata dei selfie con le prove dei maltrattamenti subiti, perché prima o poi avrebbe trovato il coraggio di denunciare. Infatti all’ennesima aggressione da parte del marito con un pretesto, si è allontanata da casa e, successivamente una volta lontana ha trovato la forza di denunciare.
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