27ª Giornate Fai di Primavera: ecco tutti i siti aperti in Sicilia

Sabato 23 e domenica 24 marzo – 27ma edizione delle GIORNATE FAI DI PRIMAVERA. Le aperture in SICILIA

Lo splendido paradosso della bellezza italiana è l’essere insieme quotidiana e straordinaria, a volte sontuosa ed esplicita, altre nascosta e ferita, ma sempre così profondamente nostra da definire chi siamo e ricordarci gli innumerevoli intrecci che hanno tessuto le nostre origini, lasciando impronte nel nostro patrimonio culturale quasi fossero indizi. Sabato 23 e domenica 24 marzo 2019 il FAI – Fondo Ambiente Italiano invita tutti a partecipare alle Giornate FAI di Primavera per guardare l’Italia come non abbiamo mai fatto prima e costruire un ideale Ponte tra culture che ci farà viaggiare in tutto il mondo.

 

Giunta ormai alla 27ª edizione, la manifestazione si è trasformata in una grandiosa festa mobile per un pubblico vastissimo, che attende ogni anno di partecipare a questa straordinaria cerimonia collettiva, appuntamento irripetibile del nostro panorama culturale che a partire dal 1993 ha appassionato quasi 11 milioni di visitatori. Anno dopo anno le Giornate FAI di Primavera superano se stesse: questa edizione vedrà protagonisti 1.100 luoghi aperti in 430 località in tutte le regioni, grazie alla spinta organizzativa dei 325 gruppi di delegati sparsi in tutte le regioni – Delegazioni regionali, provinciali e Gruppi Giovani – e grazie ai 40.000 Apprendisti Ciceroni. Centinaia di siti e migliaia di persone che l’anima del FAI accende, prendendo per mano tutti e accompagnando gli italiani a specchiarsi nella stupefacente varietà del paese più bello, aprendo luoghi spesso inaccessibili ed eccezionalmente visitabili in questo weekend, durante il quale è possibile sostenere la Fondazione con un contributo facoltativo o con l’iscrizione.

 

Per il quinto anno consecutivo le Giornate FAI di Primavera chiudono la Settimana dedicata dalla Rai ai beni culturali in collaborazione con il FAI. Dal 18 al 24 marzo, infatti, la Rai racconterà luoghi e storie che testimoniano la varietà, la bellezza e l’unicità del nostro Paese: una maratona televisiva e radiofonica di raccolta fondi a sostegno del FAI, per sensibilizzare sempre più italiani sul valore del nostro straordinario patrimonio artistico e paesaggistico e per promuoverne la partecipazione attiva. La Settimana Rai per i beni culturali è realizzata con il Patrocinio di Rai – Responsabilità Sociale e con la Media Partnership di TG1, RAINEWS24, RAI TGR e RADIO1 che assicureranno ampia informazione e una copertura capillare.

 

Per il 2019, la novità della più grande festa di piazza dedicata ai beni culturali del nostro Paese sarà FAI ponte tra culture, il progetto del FAI che si propone di amplificare e raccontare le diverse influenze culturali straniere disseminate nei beni aperti in tutta Italia. Molti di questi luoghi testimoniano la ricchezza derivata dall’incontro e dalla fusione tra la nostra tradizione e quella dei paesi europei, asiatici, americani e africani. Ecco perché in alcuni di questi siti e in alcuni Beni FAI le visite saranno curate da oltre un centinaio di volontari di origine straniera che racconteranno gli aspetti storici, artistici e architettonici tipici della loro cultura di provenienza che, a contatto con la nostra, ha contribuito a dar vita al nostro patrimonio.

Gli iscritti alla Fondazione, e chi si iscriverà al FAI in occasione della manifestazione, potranno godere di ingressi dedicati e accessi prioritari.

Tra le aperture più interessanti in Sicilia (in allegato elenco completo delle aperture):

PALERMO

Tra i luoghi proposti a Palermo ci sono Piazza Sett’Angeli e i suoi dintorni: venticinque secoli di storia e diverse culture racchiusi nel quartiere Seralcadio, di fondazione araba, nel centro cittadino.

Piazza Sett’Angeli

Piazza Sett’Angeli si estende alle spalle della Cattedrale di Palermo, a pochi passi dal Cassaro alto. Il nome deriva da un monastero che sorgeva qui, fondato nel 1529, dedicato a San Francesco di Paola e intitolato ai Sette Angeli in ricordo di un affresco raffigurante sette angeli ritrovato durante i lavori nella chiesa del monastero. Su un lato della piazza, sotto il livello stradale, si trovano i resti di una domus romana di I-II secolo d.C. con mosaici policromi che rievocano la Neapolis fondata dai Cartaginesi nel IV secolo e conquistata dai Romani nel III secolo a.C.

Apertura: sabato e domenica, visite guidate ore 10.30, 12.30, 16

Rifugio antiaereo degli studenti del Liceo Vittorio Emanuele II

Sul lato di Piazza Sett’Angeli opposto alla Cattedrale si trova il complesso del Convitto e Liceo Vittorio Emanuele II, storica scuola palermitana solitamente accessibile solo agli studenti. Dalla corte loggiata del convitto, oggi Biblioteca centrale della Regione Siciliana, si accede al rifugio antiaereo utilizzato dagli allievi del liceo durante la Seconda Guerra Mondiale, visitabile per la prima volta dalla sua scoperta. Si tratta di diversi ambienti – varie corsie con sedute e due bagni – con volte in calcestruzzo e pavimenti in cemento, sedili e schienali addossati alle pareti, prese d’aria con sportellini metallici autentici e lampade a sospensione con isolanti in porcellana bianca, scritte dipinte sui muri.

Apertura: orari e informazioni sul sito www.giornatefai.it

Chiesa del Collegio di S. Maria del Giusino

Il collegio mariano fu fondato nel 1787 dalla nobildonna Giuseppa Tetamo Giusino come “scuola di educazione per ragazze”. La chiesa, intitolata all’Immacolata Concezione e aperta raramente per messa, fu costruita nel 1812 su progetto dell’architetto Nicolò Puglia, allievo del Marvuglia, in stile neoclassico sulla facciata ad aula unica, con coro all’ingresso, decori alle pareti in finto stucco e cupola voltata dipinta a trompe l’oeil in stile chineserie. La pala d’altare è opera di Giuseppe Patania (1780-1852). Conserva due tele di Giuseppe Bagnasco e sei delle otto statue di Giacomo Serpotta, raffiguranti le Sibille o Virtù, realizzate nel 1719 per l’Oratorio dei Musici al Ponticello e qui trasferite dopo il terremoto che lo demolì nel 1823.

Apertura: orari e informazioni sul sito www.giornatefai.it

Palazzo Alliata dei Principi di Villafranca

A pochi passi da Piazza Sett’Angeli, lungo l’antico Cassaro, oggi via Vittorio Emanuele, Palazzo Alliata dei Principi di Villafranca venne costruito su due preesistenti palazzetti cinquecenteschi e acquistato nel 1649 da Francesco Alliata e Lanza, settimo Barone e terzo Principe di Villafranca e Duca di Sala di Paruta. Danneggiato dal terremoto del 1751, è stato ricostruito da importanti maestranze locali, come l’architetto Giovanni Battista Vaccarini e il pittore Gaspare Serenario. Nel 1984 la Principessa Rosaria Correale di Santacroce donò il Palazzo al Seminario Arcivescovile di Palermo, che ancora lo possiede. La visita tocca la Sala dei Musici, con il ricco soffitto ligneo dipinto che rievoca l’arte araba e normanna, il Salottino barocco, che custodisce la Crocifissione di Anton Van Dyck (1625) perché fungeva talvolta da cappella, e la Sala di Cuoio.

Apertura: domenica 10 – 18

Palazzo Drago Airoldi di Santa Colomba

*Ingresso esclusivo per gli iscritti FAI

Normalmente chiuso al pubblico perché privato, Palazzo Drago, dimora settecentesca tra le più prestigiose di Palermo, nel 1714 divenne proprietà di Casimiro Drago, Presidente del Concistoro, poi del figlio Biagio II Drago. A quest’ultimo si devono gli affreschi nei saloni, tra cui degno di nota è quello di Olivio Sozzi Il Giudizio di Paride (1745). Nell’Ottocento il palazzo passò agli Airoldi, famiglia di origine lombarda, divenuti Marchesi di Santa Colomba: dal barocco si passa a elementi neoclassici, poi al liberty. Ultimi proprietari, la famiglia Bertolino, cui si devono i recenti restauri.

Apertura: domenica: 10 – 18

Cripta e Basilica di San Francesco d’Assisi

*Ingresso esclusivo per gli iscritti FAI

Silenziosa e appartata nell’omonima piazza San Francesco, la Basilica di S. Francesco d’Assisi è tra le più illustri e significative chiese palermitane per pregio d’arte e valore storico, scrigno di capolavori dei più grandi artisti siciliani, e non solo. La costruzione ebbe inizio nel 1254, sui resti di una chiesa precedente distrutta nel 1240 dall’imperatore Federico II, e si concluse attorno al 1277. La parte più integra della chiesa è certamente la sua superba facciata di gusto tardoromanico, notevole per il suo equilibrio compositivo, rimasta pressoché indenne da rifacimenti di epoche successive. La cripta, un vero tesoro nascosto, sarà eccezionalmente aperta in occasione delle Giornate FAI.

Apertura: sabato, ore 10 – 18

Oratorio dell’Immacolatella

L’oratorio fu costruito intorno alla fine del Cinquecento e rinnovato nei primi anni del Settecento. Il prospetto è animato dal piccolo portale barocco sormontato da una nicchia con la statua dell’Immacolata, tra putti e cherubini. Nel breve vestibolo, che come di consueto precede il vano oratoriale, sono due medaglioni in stucco con Sant’Anna e S. Gioacchino e due cinquecentesche formelle marmoree con l’Annunciazione e la Fuga in Egitto. L’elegante aula rettangolare dell’oratorio ha un cappellone quadrangolare e un coro tripartito all’ingresso. Sulla volta, Vincenzo Bongiovanni eseguì gli affreschi, con alcune parti in rilievo, con le Storie della vita della Vergine (1726). La decorazione a stucco, condotta su disegni dell’architetto Gaetano Lazzara, fu realizzata negli anni 1725-26 da Procopio Serpotta e Vincenzo Perez. Nel presbiterio, dietro l’altare neoclassico, è una quinta marmorea con le raffigurazioni della Gerusalemme celeste e dei simboli mariani. È seicentesco il simulacro marmoreo dell’Immacolata.

Apertura: sabato, ore 10 – 18; domenica, ore 13 – 18

CATANIA

Street Art Silos

Tra il 2014 e il 2015, grazie a un grande progetto di riqualificazione urbana denominato I-ART, trenta comuni siciliani hanno ospitato trenta artisti internazionali che hanno prodotto oltre 100 opere d’arte ispirate al patrimonio immateriale della Sicilia. Nell’ambito di questa iniziativa è nato Street Art Silos: otto artisti da Spagna, Portogallo, Ucraina e Italia hanno trasformato i vecchi silos del porto di Catania, molo di levante, in opera d’arte richiamandosi alla mitologia e alla cultura popolare antica e moderna, dalla fuga di Ulisse da Polifemo alla leggenda di Colapesce fino alla figura del Minotauro. In particolare, otto silos, tuttora in uso per stoccare cereali e granaglie per animali, sono la “tela” di Alexandre Farto, in arte Vhils, che ha rappresentato gli occhi di un uomo che guarda a Oriente, verso il Mediterraneo. Alto come un palazzo di dieci piani, largo come un campo da calcio, L’uomo che guarda il mare è il più grande murales del mondo e accoglie chi arriva a Catania dal mare. L’artista non usa pittura, ma scolpisce le immagini con attrezzi e acidi che scalfiscono e corrodono la superficie per far emergere la creatività dal degrado del contesto urbano più lacerato e corrotto. Durante le Giornate FAI sarà possibile ammirare l’opera dal molo sporgente centrale sul lato opposto del porto, dove, non impegnata in missioni di soccorso in mare, sarà ormeggiata una delle imbarcazioni della Guardia Costiera.

Apertura: sabato e domenica, ore 9.30 – 13 / 15 – 17

Bastione degli Infetti

Il Bastione degli infetti fa parte del sistema difensivo della città di Catania, voluto dall’imperatore Carlo V e costruito tra 1551 e 1556 a opera dell’architetto militare Antonio Ferramolino da Bergamo, alla cui morte subentrò Tiburzio Spannocchi. L’area su cui sorge riveste un grande interesse, poiché sono presenti due linee di fortificazioni, rispettivamente del XIII e del XVI secolo, che testimoniano l’adeguamento delle difese all’introduzione delle armi da fuoco. Il bastione pochi anni dopo cambiò di funzione, e da avamposto di difesa divenne luogo di ricovero e di isolamento per gli ammalati della pestilenza che colpì tutta Europa nel 1576. Il Bastione degli Infetti è l’unico visitabile all’interno e permette di apprezzare la tecnica costruttiva usata nel sistema difensivo del XVI secolo. Dal 2014 è stato adottato come Luogo del Cuore grazie all’opera congiunta del Comitato popolare Antico Corso e della Delegazione FAI di Catania.

Apertura: sabato e domenica, ore 9.30 – 13 / 15 – 18.30

Palazzo De Gaetani – Piano inferiore

Palazzo de Gaetani è un edificio storico in Via Pistone, nel quartiere di San Berillo, uno dei simboli dello sventramento avvenuto a Catania verso gli anni ’60. L’edificio oltre a presentare elementi di pregio, è oggi sede dell’associazione “Trame di Quartiere” che cerca di valorizzare e includere gli abitanti che presentano radici culturali molto eterogenee. Il quartiere di San Berillo ha recentemente subito lavori di riqualificazione ed è oggi uno dei simboli della Street Art catanese: qui si possono ammirare infatti la meravigliosa Piazza Goliarda Sapienza, “affrescata” dai fratelli Mangione e le “Porte Aperte” di ResPubblica Temporanea, un collettivo che con la collaborazione di quattro street artists ha deciso di aprire idealmente quelle porte ormai murate e inaccessibili.

Apertura: sabato e domenica, ore 9.30 – 13 / 15 – 17

Cappella Bonajuto

Dedicata alla Madonna, è una cappella bizantina, collocata nella Civita, uno dei quartieri più significativi della città di Catania. L’edificio, arricchito di testimonianze medievali e quattrocentesche, è scampato ai diversi terremoti che hanno colpito la città, fra cui il sisma del Val di Noto del 1693. Si inserisce all’interno del percorso di Street Art: è in atto infatti, da parte dei proprietari, un dialogo tra l’antico e il contemporaneo, incarnato qui dal murales Fuori dai cieli dell’artista internazionale Gomez, svelato il 30 ottobre del 2018. L’angelo raffigurato dialoga con il luogo sacro, portando la sua personalissima annunciazione. Le colonne barocche che fungono da cornice, richiamano invece la città di Catania che proprio per questo stile architettonico è oggi patrimonio UNESCO. Oggi è chiuso al pubblico.

Apertura: sabato e domenica, ore 9.30 – 13 / 15 – 18.30

MESSINA

Teatro Vittorio Emanuele, viaggio dietro le quinte

Voluto da Ferdinando II di Borbone nel 1842, il teatro di Messina fu inaugurato nel 1852. Realizzato su progetto dell’architetto napoletano Pietro Valente in stile neoclassico, nel settembre 1860 venne intitolato a Vittorio Emanuele II in occasione dell’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d’Italia. Danneggiato dal terremoto di Messina del 1908, è stato oggetto di un restauro che lo ha quasi interamente ricostruito. Il teatro fu ampliato all’interno e il soffitto fu decorato da Renato Guttuso. I lavori furono portati a termine nel 1980.

Apertura: sabato, ore 09.30 – 20; domenica, ore 9.30 – 16

MARSALA (TP)

Chiesa di Santo Stefano  

Il complesso comprendente la chiesa e il monastero di Santo Stefano ricade in una vasta area del centro storico dove probabilmente sorgeva il palazzo degli antichi pretori romani. Nel XVI secolo venne acquistato dal nobile marsalese Stefano Frisella, che ristrutturò l’edificio e lo adibì a monastero per le Agostiniane Scalze, dove venne accolta la figlia Francesca. Il benefattore fece costruire la chiesa che dedicò al santo di cui portava il nome. L’interesse culturale della chiesa si esprime nella bellezza degli interni e nel fascino dei suoi sotterranei, dai quali parte un percorso che collega la vicina Chiesa dell’Itriella e che in passato consentiva di raggiungere zone lontane della città. L’edificio appartiene al patrimonio del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno.

Apertura: sabato e domenica, ore 9 – 13

AGRIGENTO (AG)

Fattoria Mosè

Costruita ai primi dell’Ottocento inglobando una massiccia torre medioevale, la Fattoria Mosè è passata per linea femminile a Simonetta e Chiara Agnello, eredi di cinque generazioni di proprietari. Nel libro Un Filo d’Olio hanno raccontato delle loro estati passate a Mosè e delle ricette della loro infanzia su cui sono basati i corsi e le cene per gli ospiti. Il barone Agnello, padre delle attuali proprietarie, ha restaurato e modernizzato la casa danneggiata dai bombardamenti dell’ultima guerra, e ha realizzato i giardini mediterranei ricchi di gelsomini, citronella e un immenso glicine che raggiunge il terzo piano. Molto piacevole il rigoglioso giardino terrazzato con ulivi millenari. In quanto abitazione privata, il luogo è normalmente chiuso al pubblico.

Apertura: sabato e domenica, ore 9 – 13 / 15 – 17

ENNA (EN)

Santuario del SS. Crocifisso di Papardura

Il Santuario di Papardura, ameno sito lungo le pendici di Enna, fu edificato a seguito della venerazione popolare scaturita dopo il rinvenimento nel 1659 di una sacra immagine. Vi viene celebrata il 14 settembre di ogni anno la solennizzazione della Esaltazione della Croce, ovvero la sua esposizione da parte del sacerdote ai fedeli. La festa organizzata dai “Procuratori” presenta ancora oggi elementi arcaici e suscita una grande devozione popolare. La chiesa presenta decorazioni e stucchi eseguiti su disegni del Serpotta, ed è inoltre ornata da pregevoli quadri e paliotti d’altare. Chiuso al pubblico, il Santuario apre solo in occasione della festa o della celebrazione di matrimoni.

Apertura: sabato e domenica, ore 9 – 13

LICATA (AG)

Cappella del Cristo Nero

La cappella del Cristo Nero venne costruita tra il 1635 ed il 1704, con le pareti e il soffitto di legno riccamente intagliati e dipinti, assieme all’altare che custodisce il Crocifisso nero il quale, secondo la tradizione, scampò miracolosamente all’incendio appiccato durante un attacco turco nel 1553.

Apertura: sabato e domenica, ore 9 – 13 / 15 – 17

Palazzo La Lumia

L’imponente palazzo La Lumia risalente al XIX – XX secolo è l’espressione di una sintesi stilistica che rispecchia la tradizione imprenditoriale della famiglia omonima. Alla sontuosità del prospetto corrispondono eleganti ambienti interni ben conservati che fanno di questo edificio uno dei più affascinanti della città. In quanto abitazione privata, è normalmente chiuso al pubblico.

Apertura: sabato e domenica, ore 9 – 13 / 15 – 17

REALMONTE (AG)

Villa Romana

A pochi km dall’abitato di Realmonte si incontra il sito archeologico della Villa Romana di “Durrueli” datata al I secolo d.C. Venne scoperta nel 1907 durante i lavori per la realizzazione della ferrovia che, passando da Realmonte, avrebbe attraversato la cittadina di Porto Empedocle collegando Agrigento a Siculiana, scavi che misero in luce l’impianto originario dell’antico abitato: due ambienti in opus sectile, cioè decorati con lastrine di marmo, e tre ambienti in opus tessellatum, con pavimenti a mosaico. Contigua a questa area vi è una seconda grande ala, dove sono emersi i resti della zona termale, spesso presente nelle ville patrizie romane, edificata probabilmente in epoca più tarda, intorno al II secolo d.C. Completa la struttura dell’insediamento il colonnato del peristilio, che delimitava un cortile nel quale era l’impluvium, la grande vasca per la raccolta dell’acqua piovana.

Apertura: orari e informazioni sul sito www.giornatefai.it

RAGUSA (RG)

Il “Tribunale” della Badia

Da decenni è un luogo non fruito, semi-abbandonato e sconosciuto ai più, che la proprietà – l’Opera Pia “Collegio Maria Santissima Addolorata Felicia Schininà” – riesce a mantenere in condizioni dignitose. Il complesso della Badia è costituito dalla Chiesa, ancora oggi in attività, dal teatro che per decenni fu utilizzato per le recite delle allieve ospiti del Collegio, e da un grande ed elegante chiostro, utilizzato soprattutto dalle suore. Questo conduce a sua volta a uno spazio monacale che negli anni ’30 del XX secolo venne adibito a Tribunale – nella sala delle udienze alla parete è ancora visibile un altorilievo molto elegante con la scritta Iustitia – e poi in anni più recenti a sede della sezione iblea della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Catania. In quanto proprietà privata in disuso, di norma non è accessibile al pubblico.

Apertura: sabato e domenica, ore 10 – 13 / 15 – 18

Il sistema della Vallata Santa Domenica

Nella Vallata Santa Domenica, vero e proprio “parco naturale” che divide la città in due parti collegate fra loro da tre ponti, sono ancora presenti i mulini ad acqua e i terrazzamenti realizzati per la coltivazione intensiva dei versanti. Sul margine sinistro della vallata si trovano alcune tombe “a grotticella” anteriori al periodo greco, mentre non lontano sono ancora visibili piccoli ipogei funerari databili tra il IV e il V secolo d.C. Il paesaggio del fondovalle è caratterizzato dalle latomie, grotte realizzate intorno al Settecento per l’estrazione della pietra e successivamente utilizzate come ricovero per animali o magazzini: in esse sono le “carcare”, forni circolari in pietra per la produzione della calce. Al termine del costone della vallata si trova la Chiesa di San Bartolomeo, oggetto di un recente restauro, costruita nella seconda metà del XVI secolo e dunque importante testimonianza dell’architettura e del patrimonio storico-artistico ragusano pre-terremoto.

Apertura: sabato e domenica, ore 10 – 13 / 15 – 18

Passeggiata Barocca

Una passeggiata attraverso le vie e le piazze di Ibla, alla scoperta del cuore barocco della città. La visita delle chiese di San Rocco, dell’Itria e del Purgatorio sarà intervallata da interessanti versioni teatrali di episodi storici risalenti al XVII secolo (un furto, una “guerriglia santa”) e accompagnata da emozionanti esecuzioni musicali dal vivo (musica barocca, omaggio a San Giorgio, corale di Bach).

Apertura: venerdì e sabato, ore 9 – 13 / 15 – 18; domenica, ore 10 – 13 / 15 – 18

LENTINI (SR)

Viaggio nei luoghi del martirio e della città medievale

L’antica Leontinoi, una delle prime colonie greche in Sicilia, risale all’VIII secolo a.C., quando venne fondato il nucleo abitato a opera di alcuni coloni calcidesi. Siciliae Urbs Vetus et Fecundissima la definirono nei primi secoli del cristianesimo; divenne città vescovile ma dopo la conquista araba della Sicilia la diocesi probabilmente venne soppressa. La Lentini cristiana è famosa per la passione dei martiri Alfio, Filadelfio, Cirino, e composta da monaci greci in un’epoca imprecisata fra il VII e il IX secolo. Durante le Giornate di Primavera verranno aperti luoghi normalmente chiusi al pubblico: la Chiesa della Fontana o dei Tre Santi; la Grotta Carcere dei Tre Santi; l’ex Cattedrale S. Maria La Cava e S. Alfio; la Chiesa Rupestre del Crocifisso; la Chiesa Rupestre di S. Giuliano e la Chiesa di San Luca.

Apertura: sabato e domenica, ore 10 – 17.30

TRAPANI (TP)

La tonnara di San Giuliano tra tonni e tartarughe

La Tonnara di S. Giuliano-Palazzo è la più antica tonnara della Sicilia occidentale, sita su Punta Tipa, in uno splendido scenario coronato dalle antiche mura a tramontana, dalle isole Egadi e da tramonti spettacolari. Attiva dal XVI sec. fino al 1961 nella pesca, lavorazione e conservazione del tonno, venne edificata attorno alla chiesetta dedicata al martire; la struttura è simile a un baglio con due accessi, uno dalla casa padronale e uno per i lavoranti, ed era fornita di un porticciolo naturale. La torre di avvistamento segnava il confine tra Trapani ed Erice. Nella Seconda Guerra Mondiale fu utilizzata dai fascisti per insediamenti bellici. Oggi la tonnara è in abbandono. L’area è caratterizzata da rocce di calcarenite e duna con piante alofite protette (calendula maritima) e da un ecosistema ancora intatto, di recente scelto da tartarughe caretta-caretta per la deposizione delle uova: spettacolo emozionante è la loro schiusa nella spiaggia.

Apertura: sabato e domenica, ore 10 – 13 / 14.30 – 17.30

TAORMINA (ME)

I giardini della Villa Comunale di Taormina

Costituiva in origine il parco dell’abitazione di Lady Florence Trevelyan, nobildonna inglese cugina della regina Vittoria, che visse a Taormina dal 1884 e ne sposò il sindaco Salvatore Cacciola. Il parco, per desiderio di Lady Florence, fu realizzato nello stile del giardino all’inglese e vi furono collocate molte specie di piante rare. Nel 1922 divenne di proprietà comunale. Al suo interno, grazie all’estro della dama, si possono ancora ammirare delle particolari costruzioni chiamate “victorian follies”. Ospitando nella sua villa molti personaggi illustri dell’epoca, contribuì a promuovere il nome e le bellezze di Taormina nel mondo. Lady Florence Trevelyan morì nel 1907 e l’ultima delle sue eccentricità fu quella di farsi seppellire sul monte Venere, alle spalle di Taormina, in località “a francisa”, così denominata per il fatto che tutti gli stranieri in quel tempo erano chiamati i “francisi”.

Apertura: sabato e domenica, ore 9.30 – 13 / 15.30 – 18.30

CORLEONE (PA)

Cascata e canyon delle due Rocche * Ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI.

A Corleone, nel cuore dell’entroterra della provincia di Palermo, si trova la bellissima Cascata delle due rocche, formata dal salto del fiume San Leonardo, un affluente del fiume Belice, che scorre all’interno di una vera gola naturale formando un canyon, percorribile al suo interno, dove ci si trova circondati da pareti di roccia ocra, dai suggestivi tagli orizzontali, e da una natura fiorente che circonda un suggestivo laghetto naturale, circondato dai resti di un acquedotto probabilmente di fattura araba. Con la sua forza erosiva, il salto del fiume, di circa 4 metri, ha formato uno specchio d’acqua tra le rocce calcarenitiche. Ai lati dello specchio d’acqua spiccano le mura di un antico mulino ad acqua oggetto di un recente restauro. Il sito è stato tra i più votati della più recente campagna de I Luoghi del Cuore, il cui comitato auspica l’affidamento a un ente che possa promuoverne una manutenzione costante per la fruizione di un sempre maggior numero di visitatori.

Apertura: sabato, ore 10 – 13; domenica, ore 10 – 17

Il 50% circa dei beni aperti durante le Giornate FAI di Primavera 2019 saranno fruibili anche da persone con disabilità fisica.

Per l’elenco completo delle 1.100 aperture sarà possibile consultare il sito www.giornatefai.it o telefonare al numero 02/467615399.

Invitiamo tutti a diffondere in rete la notizia di questo evento utilizzando l’hashtag #giornatefai.

IMPORTANTE: Prima di recarsi a visitare i luoghi è opportuno verificare sul sito web eventuali modifiche di orari di apertura, variazioni di programma in caso di condizioni meteo avverse o imprevisti e la possibile chiusura anticipata delle code a causa della grande affluenza di pubblico.

SOSTIENI LA FONDAZIONE

Le Giornate FAI di Primavera, oltre a essere un momento di incontro prezioso ed emozionante tra il FAI e la gente, sono anche un’importante occasione di condivisione degli obiettivi e della missione della Fondazione. Tutti possono dare il loro sostegno attraverso l’iscrizione annuale (vale tutto l’anno per avere sconti, omaggi e opportunità e in occasione delle Giornate FAI di Primavera permette di godere di ingressi dedicati e accessi prioritari), oppure con un contributo facoltativo, preferibilmente da 2 a 5 euro, che verrà richiesto all’accesso di ogni luogo aperto o ancora con l’invio di un sms solidale al numero 45584, attivo fino al 31 marzo 2019. Si potranno donare 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Iliad, Coop Voce e Tiscali. La donazione sarà invece di 5 euro per le chiamate da rete fissa TWT, Convergenze e PosteMobile e di 5 e 10 euro per le chiamate da rete fissa TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb e Tiscali.

Le aperture dell’edizione 2019 di Giornate FAI di Primavera sono rese possibili grazie al fondamentale contributo di importanti aziende: Ferrarelle, acqua ufficiale del FAI e Partner dell’evento, da otto anni prezioso sostenitore dell’iniziativa e presente con il suo Parco Sorgenti di Riardo nella lista dei luoghi visitabili nelle due giornate. Banca Generali, realtà leader in Italia nel private banking, sostenitrice dell’evento per il sesto anno consecutivo affiancata da Enel, entrambe in qualità di Main Sponsor. Rekeep, principale gruppo italiano attivo nel facility management e amico del FAI dal 2018, che sostiene l’evento in qualità di Sponsor. DHL Express Italy, che per il quinto anno consecutivo in qualità di Logistic Partner, garantisce la movimentazione di tutti i materiali nei siti delle Giornate FAI di Primavera.

Si ringrazia inoltre GEDI Gruppo Editoriale per la consolidata collaborazione.

Si ringraziano, infine, Regione Lazio, Regione Puglia, Regione Toscana e Provincia Autonoma di Trento per il contributo concesso.

La 27ª edizione delle Giornate FAI di Primavera ha ricevuto la Targa del Presidente della Repubblica quale premio di rappresentanza e si svolge in collaborazione con la Commissione Europea grazie alla quale vengono aperti e messi in risalto – in un ideale circuito lungo tutto il Paese – 38 siti storici, artistici e culturali che hanno ricevuto fondi europei per il proprio recupero o valorizzazione. Si svolge, inoltre, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, con il Patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, di tutte le Regioni e le Province Autonome italiane, di Rai Responsabilità Sociale e con la Media Partnership di TG1, RAINEWS24, RAI TGR e RADIO1.

Quest’anno è stata inoltre aggiornata l’immagine-simbolo dell’evento. La storica composizione del volto femminile che guarda attraverso le stanze della Rocca di Soragna, realizzata nel 1998 dall’agenzia Armando Testa, aveva bisogno di essere attualizzata. È stato chiesto alla stessa agenzia di rimettere mano al visual e di rinnovarlo in modo da renderlo più plurale e dinamico. È nata quindi una campagna multisoggetto ambientata nei Beni della Fondazione che vuole parlare a persone di ogni genere ed età, perché questo è l’intento stesso delle Giornate FAI di Primavera. Grazie quindi all’agenzia Armando Testa per aver donato la nuova creatività.Il FAI ringrazia Province, Comuni, Soprintendenze, Università, Enti Religiosi, FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta, le Istituzioni Pubbliche e Private, i privati cittadini e tutte le aziende che hanno voluto appoggiare la Fondazione, oltre alle 125 Delegazioni, agli 89 Gruppi FAI e ai 91 Gruppi FAI Giovani, ai 7.500 volontari FAI, dei quali un centinaio sono i mediatori artistico culturali di FAI ponte tra culture, e ai circa 2.000 volontari della Protezione Civile che con il loro lavoro capillare e la loro collaborazione rendono possibile l’evento.  Ad affiancarli, nell’accogliere e guidare i visitatori, ci saranno 40.000 Apprendisti Ciceroni, studenti della scuola di ogni ordine e grado che hanno scelto con i loro docenti di partecipare nell’anno scolastico a un progetto formativo di cittadinanza attiva, un’iniziativa lanciata dal FAI nel 1996, che coinvolge ogni anno studenti felici di poter vivere e raccontare da protagonisti, anche solo per un giorno, le meraviglie del loro territorio.