Soffia il vento del cambiamento a Palermo. I problemi non si ignorano: si affrontano, si combattono, si presidiano. È il messaggio che arriva dalla “maratona anti racket delle case popolari”, un’iniziativa che – sull’esempio dell’assessore Fabrizio Ferrandelli, della giornalista Stefania Petyx e degli abitanti dello Zen – punta a spezzare catene fatte di abusi, silenzi e paure.
Un esempio che, secondo Roberta Zicari, non può cadere nel vuoto. «La legalità va imposta, difesa, praticata ogni giorno», sottolinea la presidente della VI Commissione consiliare di Agrigento, lanciando un appello a tutti gli amministratori locali dell’Isola: combattere ogni forma di abuso e ogni sistema opaco non è una scelta, ma un dovere. Il richiamo alla responsabilità si traduce anche in un impegno concreto sul territorio agrigentino. «Nel mio piccolo – afferma Zicari – ho finalmente ottenuto dall’assessore Cantone la promessa di rimuovere un chiosco abusivo in viale Emporium, da tanti anni abbandonato, in stato di degrado ma di fatto “intoccabile”».
Un manufatto che, nel tempo, è diventato simbolo di immobilismo e incuria. «Rimuoverlo – aggiunge – assume per la comunità un sapore di legalità, oltre che di lotta al degrado».
Parole di ringraziamento all’assessore Cantone per l’impegno assunto in Aula e per il lavoro svolto e da svolgere, ma anche un avvertimento chiaro: «Se entro aprile non verrà rimosso, sulla scia dei buoni esempi come quello di Ferrandelli, avvierò una protesta civile ma efficace per reclamarne la rimozione». Dal quartiere Zen a viale Emporium, il filo rosso è lo stesso: la legalità non è uno slogan, ma una scelta quotidiana che passa dai gesti concreti. E adesso, più che le parole, contano i fatti.
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