Agrigento, formazione e regole al centro: focus su trasparenza e conflitti di interesse
Prosegue il percorso della Scuola di formazione per consiglieri comunali promossa da Controcorrente Agrigento, che nella mattinata di oggi domenica 25 gennaio ha acceso i riflettori su uno dei nodi più delicati dell’attività amministrativa: trasparenza, accesso agli atti e conflitti di interesse. Un tema centrale per restituire credibilità al Consiglio comunale e rafforzarne la funzione di controllo e indirizzo politico.
L’incontro, molto partecipato, è stato curato dagli avvocati Giovanni Crosta e Giuseppe Danile, che hanno guidato i presenti in un approfondimento concreto sugli strumenti di garanzia previsti dall’ordinamento e sulle responsabilità che gravano sugli amministratori locali.
Particolare attenzione è stata dedicata al conflitto di interessi, tema spesso evocato nel dibattito politico ma non sempre compreso nella sua portata giuridica. L’avvocato Danile ha chiarito in modo puntuale quando il conflitto esiste realmente e quali comportamenti impone la legge, richiamando l’articolo 78 del Testo Unico degli Enti Locali:
“Gli amministratori locali devono astenersi dal prendere parte alla discussione e alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. L’obbligo di astensione opera non solo in presenza di un interesse diretto, ma anche quando vi sia un interesse potenziale o comunque idoneo a compromettere l’imparzialità dell’azione amministrativa”.
Un passaggio seguito con grande attenzione dalla platea, perché chiarisce un principio spesso sottovalutato: il conflitto di interessi non è una valutazione politica discrezionale, ma un vincolo giuridico preciso, che tutela l’ente pubblico e la correttezza dell’azione amministrativa.
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema dell’accesso agli atti, inteso non come strumento di scontro, ma come leva fondamentale di trasparenza e controllo democratico. Crosta e Danile hanno ribadito come il consigliere comunale disponga di prerogative specifiche, più ampie rispetto al cittadino comune, proprio in virtù del mandato ricevuto.
La Scuola di formazione continua così a segnare un cambio di passo nel dibattito politico cittadino: meno slogan, più regole; meno improvvisazione, più competenza. Un percorso che mira a rafforzare il Consiglio comunale come luogo centrale della vita democratica, ricordando che conoscere le norme è il primo atto di rispetto verso i cittadini.
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