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Home » top3 » Mandorlo in Fiore da 807 mila euro, si accende il dibattito

Mandorlo in Fiore da 807 mila euro, si accende il dibattito

5 Marzo 2026
in top3, 78^ Mandorlo in fiore
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Mandorlo in Fiore, Di Rosa apre il dibattito sui costi. Controcorrente: “Serve più programmazione e trasparenza”

La Sagra del Mandorlo in Fiore torna al centro del dibattito politico cittadino. A pochi giorni dall’avvio dell’edizione 2026, in programma dal 7 al 15 marzo, si moltiplicano le riflessioni sull’organizzazione della storica manifestazione e, soprattutto, sui costi sostenuti dal Comune.

Ad intervenire per primo è GiChiusura Università di Agrigento, nota stampa di Giuseppe Di Rosauseppe Di Rosa, candidato sindaco di Agrigento e promotore dell’area civica “Tutti Insieme per una Città Normale”, che rilancia la necessità di una riflessione sul rapporto tra spesa pubblica e condizioni reali della città.

«Ho sempre detto con grande sincerità – afferma Di Rosa – che tecnicamente non entrerò nei dettagli organizzativi della Sagra del Mandorlo, perché non è la mia materia specifica. Quello che posso dire da cittadino e da candidato sindaco è che negli ultimi anni l’organizzazione ha certamente fatto un salto di qualità, ma è cresciuta in modo esponenziale anche la spesa».

Secondo Di Rosa, la storica manifestazione rappresenta un patrimonio culturale e identitario della città che va difeso, ma inserito in una strategia più moderna e sostenibile.

«Se sarò sindaco – spiega – la Sagra del Mandorlo dovrà essere rilanciata soprattutto a livello mediatico. Un evento di questo livello non può essere promosso poche settimane prima: va pubblicizzato almeno un anno prima, programmato con largo anticipo e riportato ai fasti di un tempo. Deve tornare ad essere la vera Sagra del Mandorlo, con il Mandorlag e con tutte le iniziative storiche che l’hanno resa famosa nel mondo».

Il candidato sindaco sottolinea però anche un altro aspetto legato allo stato della città.

«La spesa complessiva – continua – deve essere rivista alla luce delle condizioni in cui si trova Agrigento. Oggi la città ha bisogno di bagni pubblici, servizi per i turisti e servizi essenziali per i cittadini. La festa del Mandorlo deve tornare ad essere la festa di tutta la città, non soltanto della via Atenea o del viale della Vittoria».

Di Rosa lancia poi una proposta per il futuro dell’evento.

«Una manifestazione così importante – afferma – se ben strutturata può essere sostenuta in gran parte dagli sponsor privati. Un buon prodotto si vende facilmente. E la Sagra del Mandorlo è un prodotto straordinario».

Infine l’affondo politico:
«Non si può continuare a raccontare agli agrigentini che i fondi sono “vincolati” e possono essere spesi solo per la Sagra del Mandorlo mentre, nello stesso tempo, si riducono risorse destinate a servizi obbligatori. Quando un evento è organizzato bene e ha una forte attrattiva, trova anche finanziamenti privati».

«La Sagra del Mandorlo – conclude Giuseppe Di Rosa – va tutelata, difesa e fatta, ma con giudizio, con una vera strategia e con il rispetto della città e dei suoi cittadini».

Sulla questione interviene anche il movimento Controcorrente, che invita ad aprire una riflessione più ampia sull’organizzazione dell’edizione 2026 della manifestazione.

Secondo quanto riportato nel piano finanziario approvato dalla giunta comunale, il costo complessivo dell’edizione di quest’anno ammonterebbe a circa 807 mila euro, rendendo quella del 2026 una delle edizioni più costose degli ultimi anni. Il confronto con le edizioni precedenti evidenzia infatti un incremento: nel 2024 la spesa complessiva era stata di circa 633 mila euro, mentre nel 2025 si era attestata attorno ai 700 mila euro.

Alla luce della situazione della città – osserva Controcorrente – è legittimo interrogarsi sull’opportunità di destinare una cifra di questa entità mentre Agrigento continua ad affrontare criticità legate alla manutenzione urbana, ai servizi e al decoro.

Il movimento pone anche un’altra questione: la ricaduta economica reale che un investimento pubblico di queste dimensioni riesce a generare per il territorio.

Un ulteriore tema riguarda la programmazione della manifestazione. Il programma dettagliato degli eventi è stato reso noto solo a ridosso dell’inizio della festa, una tempistica che rischia di creare difficoltà sia ai turisti sia agli operatori del settore turistico, come alberghi, ristoranti, guide e attività commerciali, che necessitano di mesi di anticipo per organizzare la stagione.

I tour operator, infatti, pianificano le proprie offerte con largo anticipo e una calendarizzazione chiara consentirebbe di lavorare in modo più efficace anche sulla destagionalizzazione dei flussi turistici, obiettivo strategico per una città a forte vocazione culturale come Agrigento.

Per questo motivo, Controcorrente sottolinea come il Mandorlo in Fiore rappresenti una grande opportunità per la città, ma richieda un approccio diverso: programmazione anticipata, coinvolgimento del sistema turistico e culturale locale, ricerca di sponsor privati e piena trasparenza nelle procedure di appalto e nei bandi.

Il confronto sulla storica manifestazione agrigentina, dunque, si inserisce sempre più nel clima del dibattito politico cittadino, trasformando la Sagra del Mandorlo in Fiore non solo in un evento culturale e turistico, ma anche in uno dei temi centrali della riflessione sul futuro della città.

Il Mandorlo in Fiore ad Agrigento rappresenta uno degli eventi culturali più importanti della Sicilia e continua ad animare il dibattito politico e turistico della città.

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