Il Pirandello apre le porte al cinema
Roberta Torre: «Il teatro è della città, senza pubblico non esiste»
Il Teatro Pirandello si apre al cinema e lo fa scegliendo la strada del dialogo, della memoria e dell’incontro. Non una semplice proiezione, ma una serata pensata come spazio condiviso, capace di avvicinare linguaggi diversi e di restituire centralità al pubblico. È questa l’anima di “Passo a due”, il format che ha trasformato il palcoscenico in un luogo di racconto, parole e visioni.
Ideato e condotto da Roberta Torre e Gianluca Arnone, l’appuntamento ha avuto come protagonista l’attore Fabrizio Ferracane, accolto da una platea partecipe e attenta, composta in larga parte da abbonati del teatro. Un pubblico coinvolto non solo come spettatore, ma come interlocutore attivo.
A dare ritmo e atmosfera alla conversazione, al pianoforte, il maestro Salvatore Galante, che con interventi musicali discreti e puntuali ha accompagnato il dialogo in uno stile che ha richiamato il Maurizio Costanzo Show, creando un clima confidenziale, intimo, capace di abbattere la distanza tra palco e sala.
Ferracane, visibilmente emozionato per la sua prima volta al Teatro Pirandello, ha raccontato il suo rapporto con l’arte, con la Sicilia e con il mestiere dell’attore. «Questi sono luoghi di bellezza, di arte, di poesia – ha detto – è come se avessi lavorato per il signor Pirandello». Un legame profondo con la terra d’origine e una riflessione sulla qualità della vita, intesa come tempo per fermarsi, respirare e ascoltarsi, lontano dalla frenesia.
Il dialogo ha toccato anche il tema del racconto cinematografico e teatrale, sottolineando come non conti solo di cosa si parla, ma come lo si fa. Un invito a evitare banalizzazioni e scorciatoie narrative, restituendo dignità e complessità alle storie e ai personaggi.
Cinema e teatro, mondi diversi ma complementari. Un intreccio che Roberta Torre ha voluto evidenziare ricordando come il Teatro Pirandello sia stato anche cinema, prima di tornare alla sua funzione originaria. Un passaggio che ha emozionato il pubblico e che ha rafforzato il senso di continuità storica del luogo.
La serata si è conclusa con la proiezione di Leonora addio di Paolo Taviani, chiudendo un percorso fatto di parole, immagini e memoria, nel segno di un cinema che dialoga con il teatro senza perdere identità.
Nel finale, il vicepresidente della Fondazione Teatro Pirandello, Andrea Cirino, ha consegnato un riconoscimento a Fabrizio Ferracane, suggellando simbolicamente una serata intensa e partecipata.
«Il teatro è della città, senza pubblico non esiste», ha sottolineato Roberta Torre. Una frase che racchiude il senso di un progetto pensato per e con la comunità, e che conferma il Teatro Pirandello come luogo di incontro, capace di accogliere nuovi immaginari e di rinnovare il rapporto con il suo pubblico. “Passo a due” proseguirà nei prossimi mesi con altri appuntamenti dedicati al cinema e ai suoi protagonisti, consolidando un percorso che guarda al futuro senza dimenticare la memoria dei luoghi.
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