Influenza fuori controllo, barelle ovunque e ospedali senza respiro
L’epidemia influenzale in Sicilia è entrata nel vivo con un picco anticipato e sta facendo esplodere, ancora una volta, tutte le criticità dei pronto soccorso. L’aumento dei casi, spesso accompagnati da patologie respiratorie anche gravi, ha trasformato l’emergenza stagionale in una vera e propria crisi del sistema.
I dati restituiscono una fotografia allarmante. Secondo le rilevazioni del portale prontosoccorso.live, nelle ultime ore si contano centinaia di pazienti in attesa negli ospedali siciliani. A Palermo si sono registrate punte di sovraffollamento superiori al 350%, con numerosi malati bloccati in pronto soccorso in attesa di un ricovero nei reparti. Un ingorgo che rallenta tutto: triage, visite, trasferimenti e gestione delle urgenze reali.
Per fronteggiare l’emergenza, la direttrice generale del Policlinico di Palermo, Maria Grazia Furnari, ha istituito una task force dedicata e disposto la sospensione dei ricoveri programmati, fatta eccezione per quelli oncologici. Una misura necessaria, ma che conferma come la pressione influenzale sia ormai tale da incidere direttamente sull’attività ordinaria degli ospedali.
A pesare in modo decisivo è anche la scarsa adesione alla campagna vaccinale. Lo sottolinea Giuseppe Bonsignore, segretario regionale del Cimo, il Coordinamento dei medici ospedalieri:
«La Sicilia è particolarmente bersagliata dal virus influenzale che, complice la bassa copertura vaccinale, determina un numero enorme di pazienti con disturbi respiratori anche severi. Serve un aggiornamento della rete ospedaliera e una migliore distribuzione dei posti letto».
Sulla stessa linea Giacomo Scalzo, direttore del Dasoe – l’Osservatorio epidemiologico regionale:
«L’aumento dei casi è legato alle festività e alle riunioni familiari e continuerà nei prossimi giorni. L’intasamento dei pronto soccorso sarebbe stato meno rilevante se soprattutto i soggetti fragili e chi li assiste avessero aderito alla vaccinazione antinfluenzale».
I numeri confermano il trend in salita: nella settimana 22-28 dicembre in Sicilia sono stati registrati 2.700 casi di influenza, contro i 2.200 della settimana precedente. L’Isola è oggi prima in Italia con 20 casi ogni mille abitanti, seguita dalla Campania con 19.
Dentro questo scenario già fragile, emerge con forza anche una criticità organizzativa che appare sempre più difficile da giustificare. Il primario reggente Gerlando Verruso, nominato ad interim, sta reggendo il reparto con straordinari continui, turni prolungati e una gestione quotidiana al limite. Sta facendo, di fatto, il possibile e l’impossibile. Ma l’impegno individuale non può compensare la carenza di posti letto, di personale e di risorse.
Il paradosso è evidente: mentre il pronto soccorso lavora in emergenza permanente, manca ancora una nomina ufficiale che garantisca stabilità, piena autonomia decisionale e una programmazione strutturata. Una precarietà che non aiuta né chi dirige né chi lavora in corsia, e che finisce per ricadere direttamente sui pazienti.
L’influenza, come ogni anno, passerà. Le fragilità strutturali dei pronto soccorso siciliani, invece, restano. E continuano a trasformare un’emergenza prevedibile in una crisi annunciata.
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