Basta una rampa di scale per tornare indietro nel tempo. Non è nostalgia, è qualcosa di più profondo. È memoria viva.
All’interno del Liceo Classico Empedocle di Agrigento, durante la Notte Nazionale del Liceo Classico, l’attore agrigentino Paolo Macedonio ha regalato uno dei momenti più intensi della serata, riportando tutti – studenti e docenti – dentro una dimensione sospesa tra passato e presente.
“Fai le scale ed è come una dissolvenza: non hai più 50 anni ma ne hai 16”, racconta. Un’immagine potente, quasi cinematografica, che restituisce il senso di un ritorno autentico.
“Vedi i corridoi, sai chi c’è, rivedi gli amici… e col senno di poi capisci che da qui è nato tutto”.
Un legame che non si è mai spezzato:
“Basta guardare queste mattonelle e ritorno lì. Mi accorgo che non sono mai andato via così tanto”, aggiunge, citando Marcel Proust e la sua “ricerca del tempo perduto”.
Poi lo sguardo si sposta sui ragazzi, su chi oggi vive quelle stesse aule e magari sogna il suo stesso percorso. Il consiglio è diretto, concreto, lontano da retorica:
“Oggi non esiste più il problema di restare o andare via. Puoi fare questo mestiere ovunque, anche da Agrigento. Io sono qui, poi consegno un self tape e decide la produzione”.
Ma il passaggio più forte è quello finale, quasi un manifesto:
“John Lennon scrisse che da grande voleva essere felice. La maestra gli disse che non aveva capito il tema. E lui rispose: ‘Maestra, lei non ha capito la vita’”.
Un messaggio semplice, ma che resta. Perché tra quei banchi, ieri come oggi, non si costruiscono solo competenze. Si costruiscono direzioni.
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