L’ex sindaco interviene sull’organizzazione della festa: dubbi su parcheggi, navette, biglietti e promozione turistica. “Con questo livello di incertezza il rischio è trasformare l’evento in una sagra cittadina”.
A pochi giorni dall’avvio del Mandorlo in Fiore, arrivano le critiche dell’ex sindaco Calogero Firetto, che interviene sull’organizzazione dell’edizione 2026 sollevando diversi interrogativi sulla gestione logistica e sulla programmazione dell’evento.
Secondo Firetto, a ridosso dell’inizio della manifestazione resterebbero infatti ancora diversi aspetti fondamentali poco chiari, a partire dal piano traffico e dall’accoglienza dei visitatori.
«A due giorni dall’inizio del Mandorlo in Fiore restano ancora questioni essenziali senza risposta – osserva l’ex primo cittadino –. Nel piano traffico sono indicate le strade interdette alla sosta e alla circolazione, ma non risultano note le aree di parcheggio esterne al circuito urbano per autobus e automobili. Non sono stati chiariti i servizi navetta, soprattutto per la manifestazione conclusiva ai Templi».
Un’incertezza che, secondo Firetto, riguarda anche il rapporto con gli operatori turistici. «Le agenzie di viaggio delle province vicine, che rappresentano il principale bacino del turismo di prossimità, brancolano nel buio – aggiunge –. Mancano inoltre informazioni chiare sui biglietti per gli spettacoli e sui ticket di accesso al Parco archeologico per l’evento finale: costi, modalità di prenotazione, eventuali limiti di accesso».
Per l’ex sindaco si tratta di aspetti tutt’altro che secondari. «Riguardano l’organizzazione di un evento che dovrebbe richiamare visitatori e generare movimento turistico. Chi prenoterebbe un viaggio con questo livello di incertezza? Il rischio è che la Festa del Mandorlo finisca per rivolgersi quasi esclusivamente agli agrigentini, trasformando un investimento pubblico molto rilevante in una sagra cittadina più che in un’occasione di vera promozione».
Firetto ricorda anche le risorse impegnate per la manifestazione. «Parliamo di un evento che quest’anno dispone di uno stanziamento di circa 800 mila euro e che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe rappresentare uno degli appuntamenti più significativi della città. Proprio per questo stupisce che il programma ufficiale stia circolando soltanto da ieri mattina, a due giorni dall’inizio, per di più attraverso il profilo social dell’assessore coordinatore dell’evento».
Nel mirino anche la scelta comunicativa adottata dagli organizzatori. «Il programma è stato accompagnato dalla spiegazione secondo cui “l’attesa aumenta il desiderio” e che qualche giorno in più sarebbe servito a “perfezionare il programma”. L’obiettivo dichiarato è l’eccellenza, ma proprio sul terreno dell’eccellenza culturale questa amministrazione ha già avuto modo di misurarsi con l’esperienza di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, che purtroppo non ha prodotto la ricaduta culturale e di immagine che la città meritava».
L’ex sindaco torna poi su uno degli slogan della campagna elettorale del 2020 dell’attuale amministrazione. «Quanto alla bellezza della città – conclude Firetto – viene spontaneo ricordare lo slogan “la normalità è la nostra regola”. Sono trascorsi cinque anni e mezzo. Oggi abbiamo davanti una città meno bella, meno pulita, più invasa dalle erbacce, con strade piene di buche e marciapiedi disastrati».
E la conclusione è tutta politica: «La presenza alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano o qualche uscita su testate nazionali non può sostituire una vera strategia di promozione. Senza programmazione, senza comunicazione tempestiva e senza una città preparata ad accogliere, l’evento più importante rischia di perdere gran parte del suo potenziale».
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