Hanno fatto scena muta e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, davanti al gip del tribunale di Palermo, Filippo Serio, i due indagati l’imprenditore di Favara Carmelo Vetro e il dirigente regionale Giancarlo Teresi, arrestati nell’ambito dell’inchiesta su appalti e presunti rapporti tra mafia e Pubblica amministrazione.
Secondo la Procura di Palermo, Vetro, con alle spalle una condanna per associazione mafiosa, avrebbe ottenuto tre commesse pubbliche legate al dragaggio di porti fra il Trapanese e il Ragusano, versando tangenti per decine di migliaia di euro a Teresi, dirigente del dipartimento Infrastrutture marittime e portuali.
Entrambi sono accusati di corruzione aggravata dall’aver favorito Cosa nostra. Nell’inchiesta è indagato anche l’ex parlamentare favarese Salvatore Iacolino, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata.
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