Italia Viva c’è.
«Ieri pomeriggio – scrive Roberta Lala – abbiamo organizzato un incontro-dibattito aperto ai cittadini e alle associazioni».
Un confronto ampio, partecipato e senza sconti, nel corso del quale sono stati affrontati diversi temi centrali per il futuro della città: dal bilancio giudicato fallimentare di Agrigento Capitale italiana della Cultura, definita «un’occasione di rilancio e riscatto per l’intera provincia trasformata invece in un boomerang», fino al polo universitario, passando per i dissalatori di Porto Empedocle, la crisi idrica, il cambiamento climatico e l’erosione costiera.
Ampio spazio è stato riservato all’ascolto dei Comitati e delle associazioni, che hanno portato contributi e testimonianze dirette. Un dibattito definito «vivace e animato», che ha fatto emergere – sottolinea Lala – criticità irrisolte, attribuite a «un’amministrazione comunale e a una politica assente, inadeguata e incapace».
Nel suo intervento, l’esponente di Italia Viva non risparmia giudizi severi: «Agrigento merita altro. Merita rispetto per i suoi 2600 anni di storia e una programmazione strategica attenta, capace di valorizzare le enormi potenzialità e le bellezze paesaggistiche di cui possiamo andare fieri».
Uno sguardo inevitabilmente proiettato alle prossime elezioni amministrative: «Il cambio di passo – afferma – potrà e dovrà passare dalle urne. Sarebbe una follia, un vero e proprio suicidio politico, premiare chi ha messo in ginocchio un territorio mortificandolo. Sarebbe imperdonabile votare un sindaco sponsorizzato dagli stessi deputati che, nel tempo, hanno lasciato la città con l’acqua alla gola».
Infine, un appello diretto alla città: «Agrigento, per sua natura, dovrebbe essere un polo turistico d’eccellenza per l’intero Mediterraneo. Mi auguro che molti cittadini decidano di mettersi in gioco, che le associazioni facciano la loro parte e che la città risponda all’esigenza di essere, oggi più che mai, letteralmente salvata».
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