“Dieci Giorni”: il primo romanzo di Marco Schembri ambientato ad Agrigento

Quella di Marco Schembri non è una storia di “emigrazione al contrario” perchè, per motivi di lavoro, nella sua Agrigento al momento non può tornare a vivere ma, di certo, è una storia di amore per la sua terra. Da anni, Marco Schembri, vive a Bergamo. Il 13 Maggio esce in tutta Italia il suo primo romanzo, “Dieci Giorni”: è ambientato interamente ad Agrigento, nei posti che gli agrigentini conoscono e vivono ogni giorno. Per chi ci abita sarà anche un ritrovarsi in abitudini e posti del tutto familiari, per chi non conosce Agrigento invece sarà un’appassionante possibilità di conoscerla immergendosi in un’indagine avvincente. Un’esperienza particolare, come lui stesso la definisce, un’emozione forte che ci ha raccontato.

-Scrivi da parecchi anni testi e musiche di brani. Cosa ti ha spinto a scrivere un libro?

“Secondo me scrivere un testo di una canzone non è poi tanto differente dallo scrivere un libro sai? Nel testo di una canzone si racconta una storia, si tenta di trasmette un’emozione, si tenta di passare un messaggio a chi ascolterà quel brano. Ecco, ho pensato che un libro è esattamente la stessa cosa, certo, in maniera molto più estesa e sicuramente più dettagliata, ma le motivazioni di prima si ripetono nello scrivere un libro. Era da qualche anno che lo avevo in mente ma mi sono sempre detto che forse non era una cosa raggiungibile da me, poi ero impegnato in altro, come sai, e quindi abbandonavo il pensiero. Ma io mi conosco e mi dico sempre che “tutto si può” e che se riescono gli altri posso farlo tranquillamente anche io. Ho trovato la mia spinta emotiva e quindi l’ho fatto. Una prima fase è andata benissimo grazie anche alla mia casa editrice Mondo Nuovo, la seconda… vedremo.

-Perchè questo genere?

“Devo dire che non avevo altro in mente. Mi girava in testa l’idea di una storia che poteva dare un po’  di suspense e nello stesso tempo essere dinamica e avvincente. Mi è venuto spontaneo e di getto scrivere su questo argomento. Poi , non ho avuto dubbi su dove ambientare il mio primo romanzo, non poteva non essere ad Agrigento. Nella mia città. Credo che non ci sia nemmeno ad oggi un thriller ambientato interamente ad Agrigento nei giorni nostri. Se dovesse esserci me ne scuso già con l’autore. Spero che la notizia arrivi anche al primo cittadino visto che si parla anche della sua e della nostra città. Spero trovi il tempo di leggerlo”.

-Qual’è il messaggio che vuoi lanciare?

“Il messaggio che do, che può sembrare scontato ma non lo è, è di mettersi in testa che tutto si può fare, tutto. Bisogna sentirsi spronato dalle frasi “ma non sei troppo vecchio?” o “ma scusa dove troverai il tempo di farlo?” o ancora un’altra tipica frase agrigentina “se vabbe va!!”. Ecco, a tutto ciò bisogna rispondere con i fatti, con sacrificio, fatica ma con orgoglio, innanzi tutto per sé stessi e poi per vedere le facce di chi ha pronunciato le frasi di cui sopra.”

-Perché dieci giorni?

“Dieci Giorni perché…beh lo leggerete”.

Il libro , edito da Edizioni Mondo Nuovo, è distribuito da Messaggerie Libri.