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Home » 🗳️ Città al voto » Centrodestra, il nome di Gentile riapre il risiko: veti, tensioni e partita ancora aperta

Centrodestra, il nome di Gentile riapre il risiko: veti, tensioni e partita ancora aperta

Domenico Vecchio Di Domenico Vecchio
9 Aprile 2026
in 🗳️ Città al voto, Politica
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Potrebbe essere ancora Luigi Gentile il nome da mettere sul tavolo per la candidatura del centrodestra, con l’obiettivo – dichiarato ma ancora lontano – di arrivare a una sintesi unitaria. Le ultime indiscrezioni, filtrate da riunioni romane delle scorse ore, riportano proprio su di lui l’attenzione dei vertici nazionali, intenzionati a proporre una figura “di servizio” per tentare di ricompattare la coalizione in vista delle amministrative.

Gentile non ha mai chiuso del tutto alla possibilità di una discesa in campo, pur mostrando più volte scarso entusiasmo verso un impegno diretto. Una candidatura che, secondo le stesse fonti, sarebbe sostenuta in particolare dalla Lega, con l’ambizione di superare le divisioni interne. Ma il quadro reale racconta altro.

Se il suo nome dovesse essere ufficializzato nel vertice di sabato a Palermo, il rischio concreto è quello di un nuovo scontro interno. Ad Agrigento, infatti, il clima resta teso e i veti incrociati continuano a bloccare ogni tentativo di sintesi. La proposta di Daniela Catalano, sostenuta da Forza Italia, Mpa e Udc, non è stata condivisa da tutti gli alleati, nonostante il suo legame con Fratelli d’Italia. Allo stesso modo, il nome di Lillo Firetto continua a dividere per il suo passato politico considerato distante dall’area di centrodestra.

In questo scenario, anche Gentile potrebbe non rappresentare la soluzione. Il suo trascorso politico rischia di riaccendere le stesse resistenze già emerse nelle scorse settimane, alimentando un clima di incertezza che, anziché ridursi, sembra crescere.

Le parole di Sbardella, coordinatore di Fratelli d’Italia, hanno aggiunto ulteriore tensione: apertura a un nome nuovo, forse una donna, ma chiusura netta su alcune ipotesi già circolate. Un segnale che conferma come la partita sia tutt’altro che definita.

Intanto, mentre il centrodestra fatica a trovare una sintesi, in città cresce il malcontento per uno stallo che appare sempre più difficile da spiegare agli elettori. Sul fronte opposto, la candidatura di Michele Sodano nell’area progressista resta in attesa di un avversario certo, elemento fondamentale per calibrare strategie e messaggi.

Diversa la situazione per Peppe Di Rosa, già in piena campagna elettorale con un progetto civico strutturato, ma con il rischio concreto di arrivare logorato all’appuntamento con le urne.

Il conto alla rovescia è iniziato, ma il centrodestra resta fermo al punto di partenza. E il tempo, a questo punto, rischia di diventare il vero avversario.

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