Un detenuto di nazionalità italiana, ristretto nel reparto di media sicurezza al terzo piano lato sinistro della Casa circondariale di Agrigento, nel pomeriggio di martedì, ha aggredito con inaudita violenza l’addetto al piano, colpendolo ripetutamente con pugni al volto. L’episodio è scaturito dal diniego alla richiesta di fruizione dell’ora d’aria, avanzata oltre l’orario consentito. A denunciare l’ennesimo grave episodio di violenza verificatosi presso il carcere “Pasquale Di Lorenzo” è la segreteria provinciale dell’Uspp.
“Nonostante le puntuali e professionali spiegazioni fornite dal personale – si legge nella nota -, il detenuto ha reagito dando in escandescenza, proferendo pesanti ingiurie e bestemmie all’indirizzo dell’agente, per poi scagliarsi contro di lui con estrema brutalità, colpendolo con violenza tale da provocargli evidenti lesioni al volto. Solo grazie al tempestivo e coraggioso intervento di un’altra unità di personale, che ha immediatamente lanciato l’allarme ed è prontamente intervenuta riuscendo a contenere la furia del detenuto, si è evitato che l’aggressione degenerasse in conseguenze ben più gravi”.
L’agente, con grande professionalità e senso del dovere, è riuscito a bloccare il recluso nonostante l’elevato rischio, mantenendo il controllo della situazione fino all’arrivo di ulteriori unità di Polizia Penitenziaria, che hanno definitivamente messo in sicurezza l’area. L’agente aggredito, con evidenti tumefazioni al volto a seguito della brutale aggressione subita, è stato immediatamente trasportato presso il pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio, dove i sanitari, hanno riscontrato lesioni tali da rendere necessaria una prognosi di diversi giorni.
La segreteria provinciale Uspp evidenzia come “questo episodio non rappresenti affatto un caso isolato, ma si inserisca in una lunga e ormai allarmante scia di aggressioni che continuano a verificarsi con preoccupante frequenza all’interno dell’istituto. Si tratta di una deriva che non può più essere ignorata e che testimonia un progressivo deterioramento delle condizioni di sicurezza. Il personale di Polizia Penitenziaria è ormai allo stremo, costretto quotidianamente a operare in contesti difficili e spesso ingestibili, con carichi di lavoro sempre più gravosi, organici insufficienti e strumenti inadeguati”.
“È ormai evidente – conclude la nota – che non è più rinviabile un intervento concreto, immediato e strutturale da parte dell’Amministrazione, volto a garantire condizioni di lavoro realmente sicure e dignitose per il personale, nonché a ristabilire livelli adeguati di ordine e sicurezza all’interno degli istituti penitenziari. Continuare a rimandare significherebbe esporsi al rischio concreto che episodi come quello accaduto possano degenerare in conseguenze ancora più gravi”.
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