Doppio stop all’Assemblea Regionale Siciliana. L’Aula ha bocciato sia la norma sul consigliere supplente sia quella sul terzo mandato, aprendo una crepa politica nella maggioranza.
La norma sul consigliere supplente – quella che avrebbe consentito al primo dei non eletti di subentrare al compagno di partito nominato in giunta – è stata respinta con 32 voti contrari e 22 favorevoli. Un risultato che certifica la presenza di almeno dieci franchi tiratori all’interno della stessa maggioranza, forse anche di più.
Numeri ancora più pesanti per la norma sul terzo mandato, andata definitivamente ko con 34 voti contrari e 24 favorevoli. Una bocciatura netta che chiude, almeno per ora, ogni spiraglio sulla possibilità di consentire un ulteriore mandato ai sindaci.
Il voto fotografa una maggioranza tutt’altro che compatta e apre interrogativi sugli equilibri politici a Palazzo dei Normanni. Le opposizioni esultano e parlano di «segnale politico chiaro», mentre nel centrodestra si apre inevitabilmente una fase di riflessione.
La partita, però, potrebbe non essere del tutto chiusa. In Sicilia, quando i numeri diventano variabili, la politica spesso trova nuove strade. Ma questa volta il segnale dell’Aula appare difficile da ignorare.
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