Pif e Giusy Buscemi conquistano il Concordia: dialogo con il pubblico e applausi per “Che Dio perdona a tutti”
Tra la proiezione delle 17.30 e quella delle 20.00, Pif e Giusy Buscemi hanno incontrato il pubblico al Cinema Concordia, fermandosi a dialogare con gli spettatori in una sala gremita e partecipe.
I due protagonisti di “Che Dio perdona a tutti” hanno risposto alle domande del pubblico, regalando un momento di confronto autentico e molto apprezzato. Il film si presenta come un vero inno alla Sicilia, ai suoi sapori, ai suoi simboli e alla sua identità più profonda. C’è spazio per i dolci della scuola palermitana, ma anche per un omaggio all’Italia e alla memoria collettiva, con il richiamo agli azzurri di Bearzot capaci di battere il Brasile a Spagna ’82, quasi a evocare un tempo in cui il calcio italiano sapeva ancora far sognare.
Il racconto prende avvio dal rapporto del protagonista con Papa Francesco, un Pontefice che, come ha sottolineato lo stesso regista, ha fatto discutere per i suoi modi spesso spiazzanti, a volte divisivi, ma sempre profondamente umani. “Quello che mi ha colpito di questo Papa è stata la sua umanità – ha detto Pif –. Il fatto che dicesse alla gente ‘pregate per me’ era spiazzante e metteva tutti sullo stesso piano”.
Nel film c’è anche un piccolo richiamo ad Agrigento. Si parla infatti delle arance di Ribera, eccellenza della nostra terra, immaginate come ingrediente prezioso per i buccellati con i fichi, ma anche di un’ipotetica brioche con tuppo accompagnata dal gelato della gelateria Vullo. E ancora, trova spazio anche una scena girata ad Agrigento, ambientata in una location immaginaria, con tanto di riferimento ironico ma realistico alle difficoltà del tratto Palermo-Agrigento, tra cantieri, semafori e rallentamenti che raccontano fin troppo bene la quotidianità delle strade siciliane.
Ma il cuore del film è soprattutto un altro. “Che Dio perdona a tutti” è una riflessione sulla fede, sulla religione cattolica e su quanto possa diventare scomoda quando viene vissuta davvero, fino in fondo, secondo il Vangelo. Nel dialogo con Papa Francesco emerge proprio questo: la fede deve essere testimoniata con amore, senza paura, senza il timore di perdere qualcosa. È qui che il film trova il suo significato più profondo.
A rendere ancora più intensa la narrazione è la presenza di Giusy Buscemi, intensa e convincente nel ruolo che finisce per far perdere la testa al personaggio interpretato da Pif, disposto a rinunciare a tutto per la propria fede, ma non alla donna che ama.
Soddisfazione anche da parte della famiglia Lupo della Lupo Group, che gestisce i cinema di Agrigento, soprattutto quando Pif ha voluto sottolineare la bellezza di ritrovarsi davanti a una sala piena, viva, capace ancora di emozionarsi e partecipare.
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