Elezioni amministrative Agrigento 2026: “Serve una guida, non lo stallo. È il tempo delle scelte”
Agrigento, 11 aprile 2026 – A poche settimane dalle elezioni amministrative, il quadro politico agrigentino resta incerto, sospeso in una fase di stallo che non lascia intravedere una direzione chiara. A sottolinearlo è il coordinatore cittadino di Alternativa Popolare, che interviene con una riflessione critica sull’andamento della campagna elettorale.
Nel centrodestra, nonostante la circolazione di diversi nomi – da Calogero Sodano a Luigi Gentile, fino all’ipotesi, mai definitivamente chiarita, di Calogero Firetto – continuano a pesare logiche di veto che rallentano ogni decisione. Anche il tentativo di mediazione portato avanti da Daniela Catalano si inserisce in un contesto di evidente difficoltà, dove il confronto fatica a tradursi in scelte concrete.
Nelle ultime ore, inoltre, si rincorrono indiscrezioni che confermerebbero la fragilità del quadro: sia Firetto che la stessa Catalano risulterebbero fuori dagli accordi del centrodestra, mentre acquisirebbe maggiore centralità il nome di Luigi Gentile. Una dinamica che, più che chiarire la linea politica della coalizione, sembra delineare una sintesi costruita per esclusione, piuttosto che su una visione condivisa.
Situazione non dissimile nel cosiddetto “campo largo”, dove il centrosinistra non è riuscito a esprimere una candidatura autonoma, convergendo su Michele Sodano: una scelta che appare dettata più da esigenze contingenti che da una reale condivisione programmatica.
«Il dato più preoccupante – dichiara il coordinatore cittadino di Alternativa Popolare – è però un altro: la totale assenza di programmi. Né per il breve né per il lungo termine. Il confronto politico si riduce a logiche di posizionamento, tra equilibri interni da una parte e promesse di cambiamento dall’altra, senza una reale visione per la città».
Secondo Alternativa Popolare, anche le candidature che nascono con l’ambizione di porsi come alternative al sistema rischiano rapidamente di esserne assorbite, perdendo forza e credibilità.
«Lo stallo che registriamo oggi – prosegue – non è frutto del caso, ma la conseguenza di un metodo basato sui veti e non sulla responsabilità. Agrigento ha bisogno di una guida solida, capace di indicare una direzione chiara, non di equilibri precari o mediazioni al ribasso».
Da qui l’appello a un cambio di passo immediato: «Il tempo delle attese è finito. È il tempo delle scelte, ma soprattutto è il tempo di ricostruire credibilità, restituendo alla politica il compito di progettare il futuro della città».
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