Dall’ex caserma dei vigili del fuoco al Boccone del povero, passando per l’ex scuola di Villaseta. Approvata anche la programmazione degli acquisti di beni e servizi per 65,5 milioni di euro nel triennio 2026-2028. Previsto il recupero sociale dei beni confiscati alla mafia.
AGRIGENTO – Il Comune di Agrigento punta a ricavare quasi 7 milioni di euro dalla valorizzazione e dalla vendita del proprio patrimonio immobiliare. È uno degli aspetti più rilevanti della programmazione approvata dalla Giunta guidata dal sindaco Michele Sodano, che ha definito anche il piano triennale degli acquisti di beni e servizi per un valore complessivo di 65,5 milioni di euro.
Due provvedimenti distinti che riguardano la gestione delle risorse pubbliche e del patrimonio comunale, con una serie di interventi programmati tra il 2026 e il 2028.
In vendita l’ex caserma dei vigili del fuoco e il Boccone del povero
Il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari individua beni comunali per un valore complessivo stimato di circa 6,9 milioni di euro. Tra gli immobili di maggiore valore figurano l’ex caserma dei vigili del fuoco di viale della Vittoria, valutata oltre 2,8 milioni di euro, e l’area dell’ex scuola di Villaseta, destinata a caserma e uffici, con una stima di 1,7 milioni.
Nell’elenco compare anche lo storico immobile del Boccone del povero, in via Orfane, per il quale è indicato un valore di 1,1 milioni di euro.
Le alienazioni di questi immobili sono programmate a partire dal 2027. Si tratta, al momento, di valori stimati: gli eventuali introiti dipenderanno dall’effettiva conclusione delle procedure di vendita.
Ruderi e immobili da dismettere già nel 2026
Una prima parte del piano riguarda il 2026, con la prevista dismissione di 28 unità immobiliari, tra ruderi, piccoli fabbricati e relitti stradali distribuiti in diversi quartieri della città.
Tra i beni individuati figurano alcuni ruderi del centro storico e l’area dell’ex bar Manzoni. Il valore complessivo stimato di queste dismissioni supera di poco i 330 mila euro.
La programmazione comprende anche la possibilità di riscatto di alloggi popolari e aree di edilizia economica e popolare. Cooperative e cittadini interessati potranno procedere, nei casi previsti, alla trasformazione del diritto di superficie in piena proprietà, con un corrispettivo indicato in 30 euro al metro quadrato.
Acquisti e servizi, programmati 65,5 milioni in tre anni
Accanto al piano immobiliare, la Giunta ha approvato il programma triennale degli acquisti di beni e servizi 2026-2028, per un importo complessivo di circa 65,5 milioni di euro.
La quota più consistente riguarda la gestione del servizio rifiuti attraverso la Srr Ato Agrigento Provincia Est. Nella programmazione rientrano inoltre servizi sociali, manutenzioni e altri acquisti necessari al funzionamento dell’amministrazione comunale.
L’importo rappresenta il valore degli acquisti programmati nel triennio e non una spesa già interamente sostenuta. L’attuazione dei singoli interventi seguirà le relative procedure amministrative e le disponibilità finanziarie previste.
Beni confiscati alla mafia, un centro antiviolenza in via Leonardo Sciascia
Un altro capitolo riguarda la destinazione sociale degli immobili confiscati alla criminalità organizzata. Il patrimonio comprende appartamenti, terreni, garage e altri beni che possono essere recuperati e restituiti alla collettività attraverso specifici progetti.
Tra gli interventi più significativi figura la riqualificazione dei locali commerciali di via Leonardo Sciascia, destinati a ospitare un centro antiviolenza per le donne.
Il progetto, denominato «Non ti lasciamo sola», è finanziato attraverso risorse del Pnrr. I lavori sono affidati alla Alcal Srl di Licata, che ha presentato un ribasso del 5,250% sull’importo a base d’asta di 605 mila euro.
L’intervento punta a trasformare un bene sottratto alla criminalità in uno spazio destinato all’accoglienza e al sostegno delle donne vittime di violenza.
La programmazione approvata dalla Giunta individua dunque risorse, immobili e interventi per i prossimi anni. La verifica sarà sull’attuazione dei programmi: dalle vendite effettivamente concluse agli investimenti realizzati, fino alla concreta destinazione sociale dei beni confiscati.
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