Crosta è il detonatore. La vera partita è tra La Vardera e Sodano
Il caso del vicesindaco ha aperto una crepa dentro Controcorrente. Ma la vera domanda è chi abbia l’ultima parola sulla Giunta di Agrigento.
Il caso Crosta, a questo punto, rischia di essere soltanto un detonatore.
La questione politicamente più interessante emersa nelle ultime ore non riguarda infatti soltanto il destino del vicesindaco, ma il rapporto di forza che si è manifestato dentro Controcorrente.
Da una parte Ismaele La Vardera, leader del movimento, che ha scelto la linea del rigore e ha chiesto a Crosta un passo indietro.
Dall’altra Michele Sodano, sindaco di Agrigento, che ha difeso il proprio vicesindaco e rivendicato il proprio ruolo nelle decisioni sulla Giunta.
Il botta e risposta sulla conoscenza o meno della richiesta di dimissioni ha reso pubblica una distanza che fino a ieri poteva essere considerata soltanto politica.
Ed è qui che comincia la vera storia.
Chi decide?
La domanda è brutale, ma inevitabile.
Controcorrente è il movimento di La Vardera. Sodano è però il sindaco di Agrigento.
Il primo ha costruito il progetto politico e lo ha portato alla conquista della città. Il secondo, una volta eletto, ha acquisito una propria legittimazione attraverso il voto.
Finché i due percorsi coincidono, il problema non esiste.
Quando invece il leader del movimento chiede la sostituzione di un componente della Giunta e il sindaco non si adegua immediatamente, la questione diventa strutturale.
Non si tratta più soltanto di Crosta.
Si tratta di capire dove finisca l’autonomia del sindaco e dove inizi il potere politico del movimento.
E Crosta potrebbe anche restare
È uno scenario da non sottovalutare.
Se Sodano decidesse di confermare Crosta nonostante la richiesta di La Vardera, il caso assumerebbe immediatamente un altro significato.
Non sarebbe più soltanto una discussione sull’opportunità di mantenere un vicesindaco.
Sarebbe il primo vero confronto sull’autonomia di Sodano.
Il sindaco potrebbe sostenere che la composizione della propria Giunta è una sua responsabilità e che, in assenza di ragioni oggettive che impongano la rimozione, la scelta spetta a lui.
A quel punto La Vardera dovrebbe scegliere se accettare la decisione o trasformare la vicenda in uno scontro politico aperto.
Per questo la permanenza di Crosta sarebbe un atto politico, non una semplice scelta amministrativa.
Il vero paradosso
Agrigento è stata presentata da La Vardera come il laboratorio del nuovo Controcorrente, il modello dal quale partire per una sfida politica più ampia in Sicilia.
Ma proprio la vittoria elettorale può avere creato le condizioni per il problema.
Un sindaco eletto comincia inevitabilmente ad avere una propria forza.
Sodano non è più soltanto il candidato scelto da La Vardera. È il sindaco della città.
Il caso Crosta ha semplicemente fatto emergere questa distinzione prima del previsto.
Il prossimo vicesindaco sarà il vero segnale
Anche se Crosta dovesse fare un passo indietro, la partita non sarebbe chiusa.
Sarà decisivo capire chi verrà dopo di lui.
Un nome fortemente riconducibile a La Vardera sarebbe un segnale di forza del leader di Controcorrente.
Un nome scelto da Sodano e condiviso dalla maggioranza sarebbe invece il primo segnale concreto dell’autonomia del sindaco.
E se Crosta dovesse rimanere?
Il segnale sarebbe ancora più netto: Sodano avrebbe tracciato un confine.
La previsione
Oggi vediamo così gli scenari:
(esercizio di fanta-politica)
• Crosta lascia la carica: 50%
• Crosta resta per scelta di Sodano: 25%
• Compromesso: lascia la vice-sindacatura ma resta nel progetto politico: 20%
• Crisi formale della maggioranza nel breve periodo: 5%
Sono percentuali, non certezze. Ma indicano una cosa: la rottura immediata non è lo scenario più probabile.
Né La Vardera né Sodano hanno interesse a rompere.
Per La Vardera, Agrigento è la vetrina più importante del progetto regionale.
Per Sodano, rompere con il movimento che lo ha portato alla vittoria significherebbe aprire una partita dagli esiti imprevedibili.
Più probabile, dunque, una convivenza sempre più autonoma, nella quale entrambi proveranno a delimitare il proprio spazio.
La Vardera dovrà evitare di apparire come colui che commissaria il sindaco.
Sodano dovrà evitare di trasformare la propria autonomia in una rottura.
La partita vera
Il caso Crosta può chiudersi anche rapidamente.
La questione politica no.
Dopo Crosta ci sarà una Giunta da confermare o ridisegnare, un equilibrio da ricostruire e soprattutto un rapporto tra leader e sindaco da ridefinire.
La domanda, allora, non è più soltanto se Crosta resterà.
È se Controcorrente resterà il movimento di La Vardera anche dentro Palazzo dei Giganti o se, accanto al suo leader, nascerà progressivamente uno spazio politico autonomo di Michele Sodano.
Il vero banco di prova sarà questo.
Se Crosta resterà, Sodano avrà segnato un punto.
Se uscirà, tutto dipenderà da chi sceglierà il suo successore.
In entrambi i casi, la partita più importante non sarà quella del vicesindaco.
Sarà quella sull’autonomia politica del sindaco.
E quella partita, ad Agrigento, è appena cominciata.
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