La mappa delle case senz’acqua si allarga: ora tocca alla zona del viadotto Akragas
Mentre in città monta il caso Crosta, si allarga la mappa delle abitazioni che rischiano di restare senz’acqua perché costruite in aree sottoposte a inedificabilità assoluta.
Come riporta questa mattina La Sicilia, una ventina di famiglie residenti tra via Grattecco e contrada San Leonardo, nella zona sottostante il viadotto Akragas, ha ricevuto da Aica il preavviso di distacco della fornitura idrica. Si tratterebbe prevalentemente di prime abitazioni.
Il provvedimento concederebbe circa venti giorni per presentare eventuali autorizzazioni urbanistiche. In assenza della documentazione richiesta, i rubinetti verrebbero sigillati.
Dopo Maddalusa, dunque, il problema si estende ad altre zone della città e rischia di coinvolgere numerosi nuclei familiari. L’acqua, peraltro, in alcune aree sarebbe arrivata soltanto dopo che gli stessi residenti avevano realizzato a proprie spese le condotte, successivamente cedute al Comune.
C’è poi un paradosso tutto agrigentino: scoprire che la propria casa è considerata “abusiva” mentre, a pochi metri, passa un’imponente opera dello Stato, il viadotto Akragas, da anni trasformato in un eterno cantiere di manutenzione.
La questione, però, non è soltanto urbanistica. È ormai politica e sociale: mentre si discute della posizione dell’immobile riconducibile alla famiglia del vicesindaco Giovanni Crosta, altre famiglie attendono di sapere se potranno continuare ad avere l’acqua nelle proprie case. Ed è proprio adesso che il principio delle regole uguali per tutti dovrà essere tradotto in atti concreti. Leggi anche: La verità non ha convenienza: chi amministra deve dirla sempre
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