I poliziotti della Squadra mobile di Agrigento, hanno arrestato Giuseppe Giglione, 56 anni, di Raffadali, titolare di un’agenzia di disbrigo pratiche, ed eseguito una misura interdittiva nei confronti di Maria Concetta Tallarita, ispettore della polizia locale di Porto Empedocle, nell’ambito della maxi inchiesta che ipotizza un giro di corruzione legato all’ottenimento della cittadinanza italiana di decine di brasiliani residenti in provincia.
La Procura di Agrigento, la scorsa estate, aveva chiesto l’applicazione di misure cautelari – tra custodia in carcere, domiciliari e obbligo di dimora – nei confronti di 14 dei 22 indagati tra cui il sindaco di Camastra, pubblici ufficiali, vigili urbani, un avvocato e faccendieri. Il gip Alberto Lippini, tuttavia, aveva rigettato tutte le richieste sostenendo l’assenza di esigenze cautelari.
Oggi, dopo una “battaglia” giudiziaria di ricorsi tra Riesame e Cassazione, è arrivato il nuovo provvedimento. Le cittadinanze italiane, secondo l’accusa, sarebbero state “vendute” a uomini e donne di origine brasiliana in cambio di denaro. Sono complessivamente 314 le pratiche, quasi tutte trattate dalle due agenzie di disbrigo pratiche di Raffadali coinvolte nella vicenda.
Decine di “clienti” brasiliani attraverso la produzione di falsa documentazione, e dietro il pagamento di “mazzette” hanno ottenuto la cittadinanza Italiana e il permesso di soggiorno.
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