AGRIGENTO – Un’area utilizzata per la raccolta e lo stoccaggio dei rifiuti all’interno del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi è stata sottoposta a sequestro giudiziario. Si tratta dell’area di Casa Sanfilippo, sede dell’Ente Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, dove sono intervenuti gli agenti della Polizia locale di Agrigento.
All’interno, come documentano anche le immagini, si trovavano grandi quantitativi di rifiuti, con cumuli di cartone, sacchi contenenti plastica e altri materiali, cassonetti e contenitori utilizzati per la raccolta.
Presenti decine di sacchi trasparenti pieni di bottiglie e contenitori di plastica, numerosi scatoloni, imballaggi e fogli di cartone accatastati, cassette di plastica, sacchi neri e bianchi, bidoni e contenitori carrellati per la raccolta dei rifiuti. Una parte del materiale è depositata direttamente sul piazzale, mentre altra è ammassata all’interno e attorno ai contenitori.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti della Polizia locale, l’area sarebbe stata utilizzata come centro di raccolta e stoccaggio senza i requisiti e le autorizzazioni previsti dalla normativa. Da qui il sequestro dell’area e gli ulteriori accertamenti.
Nell’ambito dell’attività è stato denunciato il direttore del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, nella qualità ricoperta. Si tratta naturalmente di contestazioni che dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento e per le quali vale il principio di presunzione di innocenza.
L’intervento sarebbe scattato in seguito a una segnalazione anonima. Gli agenti hanno quindi effettuato un sopralluogo a Casa Sanfiilippo, riscontrando la presenza dell’area destinata alla raccolta dei rifiuti.
Ma c’è un secondo aspetto sul quale si concentrano gli accertamenti. Secondo la Polizia locale, non risulterebbe autorizzato neppure l’intervento sotto il profilo paesaggistico, elemento particolarmente significativo considerando che ci si trova all’interno dell’area del Parco della Valle dei Templi.
Sul cancello d’ingresso è stato apposto il cartello “Area sottoposta a sequestro giudiziario” e l’accesso è stato chiuso.
Adesso saranno gli ulteriori approfondimenti investigativi e amministrativi a chiarire da quanto tempo l’area venisse utilizzata, con quali modalità e sulla base di quali eventuali atti interni, oltre alle responsabilità connesse alla sua gestione. Nell’area del parco in queste sere si sono tenute serate di pubblico spettacolo. Probabile che si tratti di stoccaggio di rifiuti generati durante le serate con vendita di bevande.
La vicenda assume particolare rilievo proprio per il luogo nel quale si trova l’area: nel cuore di uno dei siti archeologici e paesaggistici più importanti della Sicilia e patrimonio Unesco, dove anche gli interventi apparentemente più ordinari sono sottoposti a precise prescrizioni ambientali e paesaggistiche. Leggi anche: Carta e cartone, ad Agrigento il problema non è soltanto la raccolta
Il direttore del Parco, Roberto Sciarratta, fornisce però una ricostruzione diversa sull’origine e sulla gestione dei rifiuti trovati a Casa San Filippo. L’area sequestrata, spiega, sarebbe uno spazio di circa dieci metri quadrati normalmente utilizzato dall’Ente per raccogliere temporaneamente i rifiuti prodotti e differenziarli.
«È un’area di 10 metri quadrati dove raccogliamo tutti i rifiuti che differenziamo – spiega Sciarratta –. L’accumulo è dovuto ad attività che non abbiamo fatto noi, ma è l’effetto dell’area food e beverage legata all’Ellenic Festival che si è tenuto in queste sere al Teatro della Valle dei Templi».
Secondo il direttore, dunque, la quantità di materiale presente al momento del controllo sarebbe stata eccezionale e collegata alle serate di spettacolo. Sciarratta sostiene inoltre che la gestione dei rifiuti prodotti durante gli eventi sarebbe spettata agli organizzatori.
«I rifiuti dovevano raccoglierli coloro che hanno organizzato le serate. Non potendoli lasciare lì, sbagliando, sono stati raccolti e posizionati nell’area in attesa di smistarli».
Sciarratta ritiene che durante il sopralluogo la presenza di alcuni sacchi neri possa avere fatto apparire come indifferenziato materiale che, secondo la sua ricostruzione, sarebbe stato successivamente selezionato. «Noi differenziamo e, se ci avessero dato il tempo, avremmo differenziato anche questi rifiuti. Probabilmente sono stati tratti in inganno da alcuni sacchi neri».
Adesso il Parco attende gli sviluppi del procedimento. «Aspettiamo di vedere se arriverà la convalida del sequestro dell’area e poi provvederemo a mettere le cose in ordine».
La versione del direttore rappresenta quindi la posizione dell’Ente e dovrà essere confrontata con quanto contestato dal Nucleo ambientale della Polizia locale, che ha ritenuto l’area priva dei requisiti e delle autorizzazioni necessarie disponendone il sequestro.








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