Il 72% basta per governare Agrigento?
Il risultato di Michele Sodano è stato netto. Un 72% al ballottaggio rappresenta un’investitura politica forte, che racconta la volontà di cambiamento espressa dagli agrigentini.
Ma c’è un dato che, a mio avviso, merita ancora più attenzione del risultato stesso.
Quel 72% non si è trasformato in una maggioranza dentro il Consiglio comunale.
Ed è proprio qui che comincia la vera sfida.
Non credo che Sodano debba passare i prossimi mesi alla ricerca di numeri per costruirsi una maggioranza consiliare a tutti i costi. Sarebbe un modo troppo semplice per consumare rapidamente quel capitale di fiducia che gli elettori gli hanno consegnato.
Ma non credo neppure che basti mettere i consiglieri di fronte agli atti e aspettarsi che votino quelli che, per senso di responsabilità, non potrebbero permettersi di bocciare.
Governare è anche un’altra cosa.
È la capacità di dialogare. Di ascoltare. Di convincere. Di modificare, quando necessario, una proposta senza snaturarne gli obiettivi.
È, in altre parole, la capacità di praticare quella che è forse l’arte più antica della politica: la mediazione.
Una parola che negli ultimi anni è stata spesso confusa con il compromesso al ribasso, con lo scambio di favori o con la ricerca di qualche voto in più.
Ma la mediazione politica, quando è fatta bene, è tutt’altro.
È cercare un punto di incontro tra posizioni diverse per arrivare a una soluzione che sia migliore di quella da cui si è partiti.
E questa capacità dovrà dimostrarla innanzitutto il sindaco, ma anche tutta la sua amministrazione.
Perché se è vero che su alcuni temi — acqua, rifiuti, manutenzione, servizi essenziali — un consigliere non può sottrarsi alla responsabilità di decidere nell’interesse della città, è altrettanto vero che su molti altri provvedimenti serviranno confronto, apertura e capacità di costruire consenso.
Il Consiglio comunale non deve diventare il luogo della conta permanente.
Ma nemmeno un luogo dove la maggioranza pretende di avere sempre ragione e l’opposizione sente di avere il dovere di dire sempre no.
La politica è anche la capacità di trovare una terza strada.
E qui Sodano ha una grande opportunità.
Può dimostrare che il 72% non significa avere sempre ragione.
Significa avere una responsabilità maggiore nel cercare di convincere anche chi non ti ha votato.
Per questo guarderei con grande attenzione ai prossimi mesi.
Non soltanto per vedere chi voterà con il sindaco, ma per capire come il sindaco riuscirà a costruire le condizioni perché qualcuno possa votare con lui senza necessariamente entrare nella sua maggioranza.
È una differenza enorme.
Perché una cosa è raccogliere consenso.
Un’altra è costruire consenso.
La prima può durare una votazione.
La seconda può durare un’intera consiliatura.
Ed è forse proprio questa la sfida più interessante che oggi ha davanti Agrigento.
Non soltanto cambiare chi governa.
Dimostrare che si può cambiare anche il modo di governare.
Il 72% è una grande responsabilità.
Adesso bisogna dimostrare di meritarla.
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